[Blues] Bob Dylan – Together Through Life

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[Blues] Bob Dylan – Together Through Life (2009) Beyond here lies nothing – Life is hard – My wife’s home town – If you ever go to Houston – Forgetful heart – Jolene – This dream of you – Shake, shake mama – Feel a change coming on – It’s all good http://www.bobdylan.comhttp://www.sonybmg.it/ Partendo dalla canzone

[Blues] Bob Dylan – Together Through Life (2009)

Beyond here lies nothing – Life is hard – My wife’s home town – If you ever go to Houston – Forgetful heart – Jolene – This dream of you – Shake, shake mama – Feel a change coming on – It’s all good

http://www.bobdylan.com
http://www.sonybmg.it/
 
Partendo dalla canzone “Life is Hard”, commissionatagli dal regista Oliver Dahan, Bob Dylan ci prende gusto e compone un totale di 10 brani che vanno a costituire il suo 33° album in studio (46° album ufficiale). Il titolo dell’opera, “rubato” dal poeta Walt Whitman, è “Together Through Life” e la  copertina ritrae una coppia omosessuale intenta a baciarsi amorevolmente tre le valigie, sul retro di un’auto che percorre una lunga strada rettilinea. La foto, scattata da Bruce Davidson nel 1959, fa parte di una serie dal titolo “Brooklyn Gang” e si ritrova anche sulla copertina di un libro di Larry Brown, scrittore molto amato da Bob. Sul retro del CD c’è un’altra bellissima foto, come la prima in bianco e nero, che ritrae dei suonatori gitani.

I circa 45 minuti di nuovo materiale scorrono piacevolmente e già dal primo ascolto ci si rende conto dell’evidente differenza con l’ultimo lavoro. Bob abbandona per questo album il tema metaforico dell’annuncio dell’Apocalisse presente in “Modern Times” in brani come “Thunder On The Mountain” o “The Levee’s Gonna Break” e in numerosi brani di album precedenti, abbandona anche certe sonorità già collaudate per dedicarsi all’amore. Dylan stesso ha definito queste canzoni “romantiche” anche se si tratta certamente di un amore sperato ma soprattutto sofferto.
E’ da sottolineare che per questo album Dylan ha scelto un collaboratore per scrivere i testi di nove canzoni su dieci, nello specifico Robert Hunter, il paroliere dei Greatful Dead, che ha già collaborato in passato con Dylan ad esempio per il testo di “Silvio” dall’album “Down In The Groove”. L’unico brano scritto unicamente da Bob Dylan è “This Dream Of You”. Tutta la musica è attribuita al solo Dylan tranne “My Wife’s Home Town” che è formalmente di Bob Dylan e Willie Dixon dal momento che Bob ha costruito il pezzo proprio su di un brano preesistente dal titolo “I Just Want To Make Love To You”. Bob ci ha abituati a questo modo di fare in particolar modo dall’album “Love And Theft” del 2001 in poi, il che ha fatto muovere nei suoi confronti numerose ed inopportune accuse di plagio.

La prima canzone, già resa disponibile da tempo sul sito ufficiale dell’Artista, è il blues “Beyond Here Lies Nothin'” che per certi versi ricorda le sonorità tipiche di Carlos Santana. E’ un ritmo sostenuto anche se volutamente meno potente della citata “Thunder On The Mountain”, che apriva il precedente cd. La canzone si chiude con le parole “Well my ship is in the harbour, and the sails are spread, now listen to me pretty baby, lay your hand upon my head… beyond here lies nothing, nothing done and nothing said…”.
Il secondo brano è la toccante “Life Is Hard”: la canzone dalla quale, come detto, è partito l’intero progetto di “Together Through Life” e che è nata per far parte della colonna sonora del film “My Own Love Song” di Oliver Dahan che racconterà la storia di una ex cantante in sedia a rotelle e di un suo caro amico pompiere vittima di un infortunio sul lavoro. Bob ha qui una voce quasi flebile e sofferente che infonde un’aria nostalgica al pezzo, scandisce con la giusta lentezza parole dolci e ripete “Life is hard, without you near me…”. Canta come chi ne ha passate tante nella propria vita e questo pare faccia adattare molto bene il brano alla storia del film di Dahan. Si va avanti con la dondolante “My Wife’s Home Town” alla fine della quale si sente la risatina diabolica di Bob.
I brani seguenti si susseguono, come detto, in modo fluido e sono dominati dall’ottimo lavoro di fisarmonica di David Hidalgo dei Los Lobos. Tra i musicisti che accompagnano usualmente Dylan in tour (su tutti il fidato Tony Garnier al basso) troviamo come “special guest” oltre ad Hidalgo alla fisarmonica anche Mike Campbell degli Heartbreakers alla chitarra elettrica.

Dopo la lenta “This Dream Of You”, la ballata più tipicamente dylaniana dell’intero album, ci si scatena col pezzo più ritmato: “Shake Shake Mama” durante il quale Bob canta alla sua baby di essere senza padre, senza madre ed anche senza amici . Questo credo sia il tipico pezzo che Bob amerà eseguire dal vivo! In “I Feel A Change Comin’ On” molti hanno letto un esplicito riferimento al neo-Presidente Usa Obama, nei confronti del quale il cantante ha espresso frasi di pacata fiducia. Questa canzone ci regala inoltre un verso che rimarrà memorabile “Some people they tell me / I’ve got the blood of the Land in my voice” che non è altro che la sacrosanta verità, essendo lui l’ultimo rappresentante di una gloriosa dinastia americana: cantata da lui, in quel modo e con la sua attuale voce roca appare assolutamente emozionante e commovente. Tocca ad “It’s All Good” chiudere questo variegato gioiello e lasciare in circolo quella bellissima voglia di ascoltarlo ancora.
 
Paolo Bianchi

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