[Blues] Van Morrison – Keep It Simple (2008)

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  How Can a Poor Boy – School of Hard Knocks – That’s Entrainment – Don’t Go to Nightclubs Anymore – Lover Come Back – Keep It Simple – End of the Land –  Song of Home –  No Thing – Soul – Behind the Ritual http://www.vanmorrison.com http://www.polydor.co.uk Vorrete mica aspettarvi qualcosa di nuovo da


 

How Can a Poor Boy – School of Hard Knocks – That’s Entrainment – Don’t Go to Nightclubs Anymore – Lover Come Back – Keep It Simple – End of the Land –  Song of Home –  No Thing – Soul – Behind the Ritual

http://www.vanmorrison.com
http://www.polydor.co.uk

Vorrete mica aspettarvi qualcosa di nuovo da uno che è al trentatreesimo album e lo intitola “Keep It Simple”, no?
Difatti. Qua di nuovo non c’è nulla, e tutto sommato chi se ne frega.
C’è una collezione di undici inediti, i primi dal ’99, del cantautore nordirlandese, basati su un blues semplice e scandito ma non minimale, anzi ben arrangiato e suonato dal gruppo. Chiaramente al centro c’è Van Morrison, con la sua voce calda, che ci racconta cos’è per lui l’intrattenimento, ci racconta quanto è dura essere cresciuto a Belfast, e che è troppo vecchio per andare in discoteca. Insomma ci racconta la vita con dei bei pezzi asciutti e coinvolgenti. Niente di più, niente di meno.
Tra l’altro in questo pazzo mondo di musica scaricata i cari vecchi fan dell’irlandese i dischi se li comprano ancora, portandolo in top ten US per la prima volta, e in Uk per l’ennesima volta. Non tutte le rivoluzioni digitali vengono per nuocere.

S.R.

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