Cloud Nothings Attack On Memory
Recensito da Redazione Outune il
09 feb 2012

Il brano più emblematico di “Attack On Memory” è probabilmente “Wasted Days“, quasi nove minuti che rimescolano fughe strumentali free form in un calderone sonico fra Pixies, Fugazi e primi At The Drive-In; c’è dilatazione psichedelica, c’è tensione, e anche se l’impatto non è di eguale potenza rispetto a quello che erano in grado di fare i nomi appena citati, ci pensa un retrogusto post rock a insaporire la traccia, unito ad influenze di stampo Foo Fighters che sembrerebbero fuori luogo e invece s’incastrano perfettamente. Altrove, invece, il quartetto s’inabissa in atmosfere più depresse e lambenti lo slow – core, come nell’apripista “No Future No Past“, ma il risultato è comunque imponente. Peccato ci siano dei bruttissimi scivoloni che testimoniano la non completa maturità della band, e in questo senso il punk scalcinato, ultra melodico e all’acqua di rose di “Fall In” rappresenta il momento peggiore del disco. E purtroppo anche altre canzoni sono infettate da eccessive tentazioni easy listening, pregiudicando in parte la bellezza dell’opera. Detto questo, le premesse sono più che buone e il prossimo potrebbe essere l’album della svolta.
Stefano Masnaghetti









