[Colonna Sonora] Mike Patton – A Perfect Place

/5
[Colonna Sonora] Mike Patton – A Perfect Place OST (2008) Main Title – A Perfect Place – Car Radio (AM) – A Perfect Twist (Vocal) – A Little Poker Tomorrow Night – Seriously Disturbed – A Dream Of Roses – Main Title (Reprise) – Batucada – Another Perfect Place – Car Radio (FM) – Swinging

[Colonna Sonora] Mike Patton – A Perfect Place OST (2008)

Main Title – A Perfect Place – Car Radio (AM) – A Perfect Twist (Vocal) – A Little Poker Tomorrow Night – Seriously Disturbed – A Dream Of Roses – Main Title (Reprise) – Batucada – Another Perfect Place – Car Radio (FM) – Swinging The Body – Catholic Tribe – Il Cupo Dolore – A Perfect End

Myspace ufficiale dell’artista
Etichetta discografica

Non vorrei sbagliarmi, ma questo dovrebbe essere il primo passo di Mike Patton all’interno della musica per film. Stiamo parlando della colonna sonora realizzata per l’omonimo cortometraggio del regista esordiente Derrick Scocchera, un noir a là Raymond Chandler della durata di 25 minuti: ovviamente sia la prima sia il secondo sono disponibili tramite Ipecac nella medesima confezione.

Si tratta di uno dei lavori più divertenti che il musicista abbia composto negli ultimi tempi, e questo è già un punto a suo favore, rispetto alle deludenti e seriose ultime uscite dei suoi Fantomas. L’aspetto ludico è il vero collante delle 15 composizioni, o sarebbe meglio dire variazioni: dal cupo tema morriconiano di partenza Mike deriva una serie di rivoli sonori che recuperano l’inventiva e la fantasia dei suoi giorni migliori. Così, in rapida successione, vengono passati in rassegna quasi tutti gli idiomi sonori che l’artista ha indagato nel corso della sua carriera: scampoli di musica concreta (Car Radio), swing – orchestrali (Main Title), cupe atmosfere oniriche (A Little Poker Tomorrow Night), jazz retrò a là Louis Armstrong (A Dream Of Roses), ritmi latini modificati (Batucada), sperimentazioni tra il sacro e il tribale (Catholic Tribe), citazioni sinfoniche (A Perfect End). L’unica caduta di tono è rappresentata da “Il Cupo Dolore”, in cui Patton s’improvvisa cantante lirico e fallisce miseramente; ma possiamo tranquillamente chiudere un occhio.

Il mood principale del disco ricorda quello di “California” dei Mr. Bungle oppure quello delle parti più dark di “Album Of The Year” dei Faith No More. Le interpolazioni elettroniche sono spesso presenti, ma mai invadenti. L’intento principale del lavoro, ossia quello di fungere da commento sonoro a delle immagini filmiche, è perfettamente centrato; ma anche ascoltandolo separatamente il piacere è assicurato. Insomma, una bella sorpresa da parte del cantante, che realizza un’opera interessante anche per coloro i quali non sono strettamente suoi fan.

Stefano Masnaghetti

Condividi.