[Crossover] Fine99 – Fine99 (2009)

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  Le mani contro il viso – Il colore dei sogni – Quello che non farai mai – Tradito – Finzione e realtà – Il fuoco che brucia dentro – La ballata del lumacotto – Fuori dalla finestra – Cosa vuoi – L’essenza del male – Sogni infranti – Vita veloce http://www.myspace.com/fine99ninetynine Ascoltando l’omonimo cd

 

Le mani contro il viso – Il colore dei sogni – Quello che non farai mai – Tradito – Finzione e realtà – Il fuoco che brucia dentro – La ballata del lumacotto – Fuori dalla finestra – Cosa vuoi – L’essenza del male – Sogni infranti – Vita veloce

http://www.myspace.com/fine99ninetynine

Ascoltando l’omonimo cd dei bresciani Fine99, è spontaneo accostare questo nome ai ben più noti Dufresne e Linea77 dal punto di vista musicale ma, soprattutto, per il fatto che anche loro cantano in italiano.

I sei ragazzi (come si capisce già dal primo ascolto e da un’occhiata al loro MySpace), vogliono fare le cose in grande: look moderno, che tanto piace alle giovani, testi “radiofonici” e quell’hardcore melodico, con quel mix di chitarre distorte e di elettronica, che riesce a far contenti sia gli ascoltatori più “estremi” sia coloro che le distorsioni non le digeriscono facilmente. Quelli che, all’apparenza, potrebbero essere presi come tre difetti, sono invece le leve attorno alle quali i Fine99 costruiscono il loro disco di debutto; un lavoro studiato a tavolino ma che, al contrario di altri (anche più blasonati), si presenta ben arrangiato e ricco di passaggi interessanti. “Le mani contro il viso” e “La ballata del lumacotto”, per dire, sono già dei potenziali singoli da mandare in pasto alle tv musicali come Mtv o AllMusic.

La lingua italiana però rischia di essere il vero freno di questo debutto: non escludiamo un botto nei prossimi mesi, visto che siamo di fronte ad un lavoro commercialmente ottimo che presenta anche qualità notevoli a livello di arrangiamenti, ma le possibilità di sfondare all’estero però sono da verificare. Aspettiamoci una riedizione in lingua d’Albione di questo Fine99 più avanti, e nel frattempo godiamoci un lavoro che dimostra ancora una volta che gli italiani possono dire la loro in ambito internazionale, anche se non hanno a disposizione i budget ben più consistenti di band britanniche o statunitensi.

Nicola Lucchetta

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