[Dance – Punk] !!! – Strange Weather, Isn’t It? (2010)

/5
http://www.chkchkchk.net/http://warp.net/ Nel bel mezzo dell´ondata di revival post-punk, dance-punk, dark-punk e via dicendo, ecco che proprio coloro che ben un decennio fa contribuirono al ritorno di questi generi decidono inaspettatamente di cambiare rotta.Con “Strange Weather, Isn´t It?”, quarto lavoro dei californiani !!! (di cui la pronuncia corretta sarebbe Chk Chk Chk), si devia direzione di marcia


http://www.chkchkchk.net/
http://warp.net/

Nel bel mezzo dell´ondata di revival post-punk, dance-punk, dark-punk e via dicendo, ecco che proprio coloro che ben un decennio fa contribuirono al ritorno di questi generi decidono inaspettatamente di cambiare rotta.
Con “Strange Weather, Isn´t It?”, quarto lavoro dei californiani !!! (di cui la pronuncia corretta sarebbe Chk Chk Chk), si devia direzione di marcia verso atmosfere meno buie e decisamente piú leggere, libere di estendere i propri confini verso i lidi piú remoti della dance contemporanea e non.
Abbandonato un passato garage-punk, sembra infatti che gli !!! siano decisi a scavare nelle viscere della dance degli ultimi trent´anni, accostando e mescolando le correnti piú disparate che hanno interessato il genere.

Il risultato è sicuramente divertente: nove pezzi di facile ascolto, che si allontanano dalle sofisticate  tortuositá dei precedenti lavori (su tutti: la magnifica “Me and Giuliani down by the school yard”) per giungere immediatamente al punto, senza troppe divagazioni sull´argomento. Le tracce, tutte orecchiabilissime, partono veloci e muoiono in un massimo di 5 minuti, in un susseguirsi di momenti di godibile estasi electro.
La matrice dance dell´album viene riproposta in tutte le sue varianti ed arricchita di sassofoni acid, chitarre sporcate qua e là (“Jamie my intentions are bass”), accenni rap (“Hollow”)e atmosfere ipnotiche (“Jump back”). Il tutto inserito in una contesto di spensieratezza funkeggiante, riassunta e rappresentata da “Wannagain, wannagain”, momento migliore dell´album, perfetta fusione della acid dance anni 90´ e del funk targato Seventies. Smaccatamente old-fashioned, ma sicuramente il pezzo piú originale del disco.

Al di là del fatto di non essere il miglior lavoro della band, si tratta inoltre di un album dalle sonorità un po’ troppo datate, che lascia esclusivamente alla conclusiva “The hammer” e alle sue digressioni techno il compito di riconciliarsi con i tempi presenti.

Valentina Lonati

Condividi.