Daughtry Break The Spell

Daughtry Break The Spell /5
Chris Daughtry arriva al terzo disco da studio. E la partenza è molto buona: “Renegade“, “Crawling Back To You” e la poppeggiantissima “Outta My Head” aprono alla grande l’album. Poi basta. Nel senso che i rimanenti pezzi sono purtroppo la classica riproposizione di quanto già sentito nei due precedenti lavori, con pochissimi guizzi. Che Chris

Chris Daughtry arriva al terzo disco da studio. E la partenza è molto buona: “Renegade“, “Crawling Back To You” e la poppeggiantissima “Outta My Head” aprono alla grande l’album. Poi basta. Nel senso che i rimanenti pezzi sono purtroppo la classica riproposizione di quanto già sentito nei due precedenti lavori, con pochissimi guizzi. Che Chris canti da dio lo si sapeva, era però lecito aspettarsi delle canzoni migliori, dalla personalità spiccata e decisa, invece anche nella titletrack (dove il singer sfodera una grande prestazione) pare di muoversi sempre col freno a mano tirato, con una band che se dal vivo pesta durissimo, qui suona ovattata e attenta a non strafare. Intendiamoci i brani sono gradevoli, le linee melodiche e i refrain curatissimi e l’ideale per ascoltarsi un lavoro moderno e attento a non scontentare nè chi vuole le chitarre ma non disdegna la morbidezza e le ballad (“Start Of Something Good” in questo senso è perfetta e forse futuro singolo).

Ma la formula inizia a essere troppo ripetitiva, molte chitarre acustiche e che strizzano l’occhio al country pop che tanto piace negli States in questo periodo riducono enormemente il potenziale di un lavoro che non aggiunge nulla artisticamente parlando alla carriera dei Daughtry. “Louder Than Ever” avrebbe dovuto arrivare prima nella tracklist a interrompere una serie di pezzi troppo simili tra loro e poco graffianti. O meglio ancora, sarebbe stato utile che “Who’s They” e “Maybe We’re Already Gone“, venissero inserite non solo come bonus tracks nella deluxe ma nella scaletta standard, visto che si parla di momenti estremamente interessanti (si parlava prima di personalità no?) che danno le piste a molte altre canzoni presenti nelle dodici tracce ‘ufficiali’.
L’album andrà fortissimo nelle classifiche e Chris continuerà nella sua scalata oltreoceano, più che meritata a dir la verità, ma dovrà stare attento in futuro a non fossilizzarsi su uno stile che mostra pericolosamente la corda su “Break The Spell”. Un’ultima cosa: è un delitto che un gran pezzo come “Drown In You” sia stato usato per la colonna sonora del nuovo film Batman Arkham City e non inserito in questo full length. Cercatevela su I-Tunes e compratevela insieme alle prime tre-quattro canzoni di cui sopra e alle bonus tracks, avrete un buon Ep alternativo da godervi!

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