Def Leppard – Mirror Ball

DEF LEPPARD mirror ball /5
Primo ‘vero’ disco dal vivo per i Def Leppard, che ne approfittano per tirare su un bel cofanetto con due cd (21 brani live e tre inediti) e un dvd bonus. La parte dal vivo è un mix di diversi concerti dal tour per “Songs From The Sparkle Lounge”. Il gruppo è come al solito

Primo ‘vero’ disco dal vivo per i Def Leppard, che ne approfittano per tirare su un bel cofanetto con due cd (21 brani live e tre inediti) e un dvd bonus. La parte dal vivo è un mix di diversi concerti dal tour per “Songs From The Sparkle Lounge”. Il gruppo è come al solito ineccepibile e in versione live poi, senza la produzione iperleccata di Mutt Lange, ha più spessore rock. Decisamente più digeribile per chi li considera la band metal più pop di sempre (o la band pop più metal di sempre, a piacere). I soliti classici tutti presenti (Photograph, Pour Some Sugar On Me, Hysteria, Animal, Let’s Get Rocked…), qualcosa di più recente e via, tutto condito dai loro cori assolutamente perfetti.
E’ tutto così prevedibile che ci si chiede quasi a che serva: a questo punto tanto vale il best of, dato che il pubblico non fa certo una gran differenza. Rimane comunque una raccolta classica da lasciare in autoradio per ogni evenienza, posto che è tutto costruito ad arte e non suona certamente come un bootleg. Le nuove canzoni lasciano il tempo che trovano e sono un mezzo passo indietro rispetto alle ultime ottime produzioni. “Undefeated” è una standard mid tempo plastificato alla Def Leppard, la seconda è un agghiacciante scimmiottamento dei Queen con cori e pianoforte rubato a “Bohemian Rhapsody”…tanto da illuderci e farci aspettare l’arrivo di una parte heavy che non arriverà mai, lasciandoci sei tediosi minuti di nulla. La terza abbiamo preferito dimenticarla.

Il dvd bonus non è un concerto ma un insieme di materiale vario dall’ultimo tour: gli ultimi due video (abbastanza low budget), ovviamente qualche esibizione (anche se con le immagini montate da varie date), seguita da episodi backstage, momenti in studio per registrare il materiale nuovo e così via. Non è molto, è parecchio frammentario ma d’altra parte è solo un bonus: contiene comunque qualche chicca come il mitico Rick Allen di nuovo a Donington. In definitiva una buona raccolta ma, visto che i Def Leppard sono miliardari, avrebbero potuto investirci qualcosa in più.

Marco Brambilla

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