Downhead – Ep 2011

Recensito da Stefano Masnaghetti il 01 mar 2011

I Downhead sono un gruppo milanese che si dà da fare dal 2008, e questo corposo EP autoprodotto di 28 minuti è il loro secondo lavoro discografico, dopo un primo demo di prassi. Si sa che in Italia sfondare creando buona musica è impresa più che ardua, alle volte persino impossibile, ma questa band meriterebbe di essere ‘attenzionata’ da qualche volenterosa etichetta in grado di non lasciarsi sfuggire l’occasione di promuovere gente di talento.

Avete capito, i Downhead ci sanno fare. E soprattutto sanno essere personali quel tanto che basta per non esser etichettati quali cloni di questo o quel gruppo. Ciò non vuol dire che suonino astrusi o velleitari, anzi hanno i piedi ben piantati per terra e le influenze principali sono intuibili, tuttavia il loro alternative rock è di ampio respiro e concilia scatti hard rock e metal con momenti melodici e spunti progressive in grado di lambire il post – rock. Basi di partenza sono però il grunge (o post – grunge, termine oggi più trendy) e lo stoner ‘evoluto’ della New Wave Of American Heavy Metal; in particolare, il primo aspetto caratterizza episodi come “Waver” e “Black As Me”, modellate sul verbo che fu dei Soundgarden (di Chris Cornell e soci è percepibile innanzitutto la dimensione epica, anche grazie alla voce calda e potente di Marco Gioffrè), mentre il secondo emerge prima nel riff saturo di “Under The Sky”, eruzione sonica in chiave Mastodon, e successivamente nella strumentale “Nazca”, la quale chiude il disco all’insegna di strutture prog di marca Baroness. In tutto questo, l’alternanza tensione/distensione permette al loro crossover di risultare godibile e niente affatto noioso.

L’EP in questione è scaricabile gratuitamente dal loro MySpace, quindi avete la possibilità di rendervi conto in prima persona, senza il minimo sforzo, del valore del complesso.

Stefano Masnaghetti

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