[Elettronica/Dream Pop] Lilies On Mars …

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[Elettronica/Dream Pop] Lilies On Mars – Lilies On  Mars (2008) Maori Legend – Passing By – My Liver Hurts – Honourable Horrible Friend – No U Turn – Insane – Hey, What’s Wrong? Wake Up! – Electric Fits – Et Voìla – x2 www.myspace.com/liliesonmars Il primo nome che mi viene in mente, quando le sento,

[Elettronica/Dream Pop] Lilies On Mars – Lilies On  Mars (2008)

Maori Legend – Passing By – My Liver Hurts – Honourable Horrible Friend – No U Turn – Insane – Hey, What’s Wrong? Wake Up! – Electric Fits – Et Voìla – x2

www.myspace.com/liliesonmars

Il primo nome che mi viene in mente, quando le sento, è senza dubbio quello delle Azure Ray. Col duo della Saddle Creek, ormai sciolto da tempo, mi pare abbiano in comune la visionarietà, gli occhi chiusi o perennemente rivolti verso il cielo del dream pop. Forse in realtà è solo che da anni cerco una reincarnazione delle Azure Ray.

Questo duo, formato da Lisa Masia e Marina Cristofalo, da anni trasferitesi a Londra probabilmente per respirare meglio, propone un album se non altro coraggioso, anche se non del tutto riuscito. Se da un lato infatti è veramente apprezzabile la voglia di sperimentare che si respira in ogni traccia, dall’altra, la sperimentazione è un po’ ingenua, datata e non sempre suona del tutto originale.
Prendendo ad esempio un brano come Et Voila, che può senza dubbio stupire al primo ascolto per via della ricercatezza rinascimentale della parte di chitarra, non possiamo, dopo un ascolto più attento, non riconoscere nella voce un debito un po’ troppo forte verso bjork e nel pezzo in generale un po’ troppa voglia di stupire, soprattutto con il passaggio centrale distorto che rimane superfluo e dà l’impressione di essere stato buttato lì con troppa leggerezza.
Tuttavia il lavoro è interessante, nuovo senza dubbio al panorama italiano se non a quello internazionale, e ricco di pezzi che sanno coinvolgere ed emozionare, “Hey What’s Wrong, Wake Up!” su tutti, con il suo giro di basso veramente azzeccato ed efficace, ma anche “Honourable Horrible firend”, figlio dei Sonic Youth, e “My liver Hurts”, che certo senza i LaLaLa sarebbe risultato un po‘ meno di maniera.

Apprezzabili la chiusura, in ghost track, con una versione di “Violino tzigano” accompagnata dal carillon e “No U Turn”, pezzo di Battiato dei primi tempi svecchiato, di molto, e riadattato per le orecchie del pubblico di adesso in una veste che non sfigurerebbe in un rave.
  
Francesca Stella Riva

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