Emoticons – No Project

Emoticons No Project /5
E’ una musica fresca, come questo giugno romano. Suona bene, ci si sta bene, è piacevole, senza darsi troppo importanza. E poi mi piace Emoticons, un bel nome per un gruppo: emozioni, evocazioni, ispirazioni allo stato brado, da Radiohead, a Stevie Wonder, da Paul McCartney a Leonard Cohen, cogliendo idee qua e là, come ciliegie

E’ una musica fresca, come questo giugno romano. Suona bene, ci si sta bene, è piacevole, senza darsi troppo importanza. E poi mi piace Emoticons, un bel nome per un gruppo: emozioni, evocazioni, ispirazioni allo stato brado, da Radiohead, a Stevie Wonder, da Paul McCartney a Leonard Cohen, cogliendo idee qua e là, come ciliegie (e ridagli, Marco, con le metafore di questa quasi-estate!).
Sta di fatto che scorre giù bene questa musica, guidata, se ben comprendo, dal giochiamo a “qual’era il tuo brano preferito quando eri ragazzo?”. Ed ecco questa sequenza di brani/ammiccamenti, come le faccine che mettiamo in una email, scanzonate, ironiche, magari a sdrammatizzare qualche frase che rischierebbe di suonare, a sproposito, ridondante e pomposa.

Sapete dello scetticismo di chi vi scrive di fronte a progetti seriosi, il jazz come sofferenza intellettuale, come elaborazione onanistica e narcisistica del nulla… No, ragazzi, Emoticons è proprio l’opposto. Ma non crediate che ci sia del dilettantismo. Anzi, la maestria si stempera in una leggerezza che non fa che del bene. E poi c’è pure il pianismo di Danilo Rea che non guasta affatto.
Forse l’unico appunto (sennò che critico sarei?) è all’eccesso di drumming in “Hallelujah”. Io avrei lasciato un bel piano solo. Ed invece “La vita segreta delle piante” è proprio bella assai!

Ma chissà, è questione di gusti. Comunque  bene, davvero bene. Spero di vedervi presto dal vivo, in questa estate piena di belle speranze.

Marco Lorenzo Faustini

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