[Ethnic/Post] A Hawk And A Hacksaw – Délivrance

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  [Ethnic/Post] A Hawk And A Hacksaw – Délivrance (2009) Foni Tu Argile – Kertész – The Man Who Sold His Beard – Hummingbirds – Raggle Taggle – I Am Not A Gambling Man – Turkiye – Zbiciu – Vasalisa Carries A Flaming Skull Through The Forest – Lassú http://www.ahawkandahacksaw.co.ukhttp://www.myspace.com/ahawkandahacksaw Con questo ultimo album, gli

 

[Ethnic/Post] A Hawk And A Hacksaw – Délivrance (2009)

Foni Tu Argile – Kertész – The Man Who Sold His Beard – Hummingbirds – Raggle Taggle – I Am Not A Gambling Man – Turkiye – Zbiciu – Vasalisa Carries A Flaming Skull Through The Forest – Lassú

http://www.ahawkandahacksaw.co.uk
http://www.myspace.com/ahawkandahacksaw

Con questo ultimo album, gli A Hawk And A Hacksaw spostano ulteriormente il loro baricentro verso est, passando definitivamente il confine fra l’ispirazione e la ricerca filologica.
La passione per la musica tradizionale di matrice est europea, soprattutto ungherese e, più alla lontana, klezmer, che era riscontrabile già nei primi album come una semplice influenza, diventa qui l’ispirazione preponderante.

Jeremy Barnes ed Heather Trost abbandonano la dimensione di duo per allargarsi in un vero e proprio collettivo, coinvolgendo una piccola e virtuosa orchestra ungherese composta da solisti di  strumenti spesso poco conosciuti, come il cymbalom e il buzuki, ed ottenendo il risultato di suonare esattamente come un complesso tradizionale. Barnes in particolare modifica drasticamente il suo stile vocale per avvicinarsi allo stile dei cantanti di musica popolare est europei. Non si pensi però a “Délivrance”  come ad un triste album di ladri culturali, perché è senza dubbio l’innovazione a livello stilistico quello che lo rende unico e nuovo nel panorama musicale.

Un brano come “Kertész”, incredibilmente complicato a livello ritmico e tecnico, guidato da un cymbalom che sembra disegnare nell’aria le parole cantate da Barnes, può stupire chiunque, non solo un amante del genere, e l’ispirato “Vasalisa Carries A Flaming Skull Through The Forest”, composto secondo la struttura classica del nigun ebraico, ci stupisce per la particolarità dei suoni scelti, come del resto fa l’inusuale e commovente finale lasciato ai violini di “Lassù”.

Ormai gli A Hawk And A Hacksaw abitano in Ungheria, cinquant’anni fa, ed è assolutamente inutile sperare che tornino indietro. Finché continuano a lavorare con questa ispirazione e devozione, non sembra proprio il caso di riportarli alla realtà.

Francesca Stella Riva

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