First Aid Kit The Lion’s Roar

First Aid Kit The Lions Roar recensione 3.5/5
Secondo disco per First Aid Kit, nome di battaglia dietro al quale si celano le sorelle svedesi Johanna e Klara Söderberg, giovanissima coppia di folksinger assurta a improvvisa gloria internettiana per via della cover di “Tiger Mountain Peasant Song“, brano dei Fleet Foxes che nel 2008 fece il pieno di visualizzazioni su YouTube. Da allora,

Secondo disco per First Aid Kit, nome di battaglia dietro al quale si celano le sorelle svedesi Johanna e Klara Söderberg, giovanissima coppia di folksinger assurta a improvvisa gloria internettiana per via della cover di “Tiger Mountain Peasant Song“, brano dei Fleet Foxes che nel 2008 fece il pieno di visualizzazioni su YouTube. Da allora, però, di acqua sotto i ponti ne è passata, e con il loro album “The Big Black & The Blue” le musiciste hanno dimostrato di aver stoffa, imbastendo undici canzoni che hanno impressionato positivamente persino Jack White (The White Stripes, Dead Weather), uno che di buona musica se ne intende, e che anche in quanto a suscitare interesse ed hype in tutto quel che fa è secondo a pochi. Così ecco arrivare “The Lion’s Roar“, il quale conferma la bravura compositiva delle due e meglio delinea la cifra stilistica del loro country folk iper tradizionalista e ultra americano nella forma e nelle sonorità.

Sono un fenomeno antico e moderno allo stesso tempo, queste ragazze. Perché hanno saputo sfruttare il web e le più moderne tecnologie per diffondere un tipo di musica che pare provenire dal 1969, o ancor prima; e probabilmente sono loro le prime ad esser coscienti della cosa, almeno a giudicare dai video della title – track e del primo singolo, “Emmylou“, sorta di collage di citazioni tratte di peso dall’epoca del flower power. Poi, più ancora dell’apparato scenico, sono proprio le sonorità e gli arrangiamenti dei brani ad essere arcaici: certo qua e là si sente l’influenza delle moderne riletture in chiave indie della tradizione folk rock svolte da nomi come Joanna Newsom, Alela Diane, Okkervil River e Fleet Foxes stessi. Tuttavia il più delle volte Johanna e Klara si ancorano alle suggestioni emanate, ai tempi, da Emmylou Harris (non è un caso, evidentemente, il nome del singolo), The Band, Fairport Convention, Neil Young, dal primo Bob Dylan e persino da Johnny Cash, non a caso citato nel ritornello di “Emmylou”. Per quanto riguarda la loro vocalità, il debito nei confronti di Joan Baez è palese. A dar una patina di nuovo ci pensa la produzione, in linea con quelle più cool dell’indie folk.

Le First Aid Kit sono davvero brave, non c’è che dire. Ad appena vent’anni sanno già scrivere canzoni formalmente impeccabili, con tutti gli strumenti, dalla chitarra acustica fino agli archi ed ai flauti, perfettamente al loro posto e in grado di modellare al meglio le dieci tracce che compongono “The Lion’s Roar”. Il recente revival del folk, che sia weird oppure classico, le aiuta sicuramente. Eppure l’LP potrebbe esser persino più bello se ogni tanto le Nostre osassero un po’ di più; cosa che, purtroppo, non avviene mai. Di gran classe insomma, ma c’è bisogno di andare oltre il cerchio magico dei Sessanta.

Stefano Masnaghetti


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