[Folk] Castanets – City Of Refuge (2008)

/5
  Celestial Shore – High Plan 1 – The Destroyer – Prettiest Chain – Refuge 1 – The Quiet – Glory B – High Plan 3 – I’ll Fly Away – The Hum – Savage – Shadow Valley – High Plan 2 – Refuge 2 – After The Fall Myspace della band Etichetta discografica Prendete

 

Celestial Shore – High Plan 1 – The Destroyer – Prettiest Chain – Refuge 1 – The Quiet – Glory B – High Plan 3 – I’ll Fly Away – The Hum – Savage – Shadow Valley – High Plan 2 – Refuge 2 – After The Fall

Myspace della band
Etichetta discografica

Prendete un motel. Disperso nel nulla del Nevada. Accanto ad una strada statale che taglia il deserto. Prendete la malinconia. Accompagnatela ad un sguardo fuori dalla finestra opaca della stanza. C’è una chitarra folk che suona. Una voce roca che riecheggia. Tutto è lento, disteso. Ci sono echi minimali e riverberi. Lasciati sparsi per terra. Alcune ballate.
In un angolo della stanza c’è un ragazzo. Svela piano piano il suo cupo pathos. E’ una specie di cowboy frikkettone. Raymond Raposa. Proprio in questo motel sta registrando il suo quarto album.
È passato solo un anno da “In the vines”. Il suo moniker è Castanets, che condivide con un bel gruppo di persone, gente che proviene da Black Heart Procession, Pinback, 3 Mile Pilot, Tristeza.

La chitarra suona ancora. E’ scabra. Aleggia un’aurea di spettralità nella stanza. Sembra l’incedere di “The end” dei Doors mischiata all’estasi dell’immobilità di Neil Young nella colonna sonora di “Dead man”. Sembra quello struggimento delle canzoni dei Black Heart Procession.
E pensare che il disco in questione ha lo stesso titolo di uno di John Fahey. In quell’album il grande artista accostò la manipolazione elettronica al suo folk. Qui invece ogni tanto fanno capolino dei disturbi elettronici. Degli intermezzi senza forma.
Ancora più straniamento. Ancora più distanza dal mondo umano e animato delle città.

Come nei precedenti lavori sono diversi i contributi al disco. Vecchi e nuovi collaboratori di Raposa: Sufjan Stevens, Dawn Smithson (Sunn O))))) e Scott Tuma (Boxhead Ensemble).
Nonostante tutto sia normale e semplice, come un soggiorno in un motel qualsiasi ai bordi delle strada, il disco sprizza una luccicanza profonda e ipnotica, un’aurea scura e suggestiva.

Luca Freddi

Condividi.