[Gothic Rock] Within Temptation – The Heart Of Everything (2007)

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The Howling – What Have You Done – Frozen – Our Solemn Hour – The Heart Of Everything – Hand Of Sorrow – The Cross – Final Destination – All I Need – The Truth Beneath The Rose – Forgiven http://www.within-temptation.com/ http://www.gunrecords.de/ I Within Temptation come i Lacuna Coil. Ovvero, abbracciare un sound più americano


The Howling – What Have You Done – Frozen – Our Solemn Hour – The Heart Of Everything – Hand Of Sorrow – The Cross – Final Destination – All I Need – The Truth Beneath The Rose – Forgiven

http://www.within-temptation.com/
http://www.gunrecords.de/

I Within Temptation come i Lacuna Coil. Ovvero, abbracciare un sound più americano e trendy senza rinnegare (troppo) le proprie origini per raggiungere un pubblico maggiore e, magari, diventare la next big thing. E conta poco se il suono di riferimento è quello di una band ben più giovane ma che, da questo punto di vista, sta dettando legge.

E così, anche Sharon Der Adel e compari si riconfermano saldi sulla scia degli Evanescence. Prima di storcere il naso, crediamo sia opportuno ascoltarli i dischi, in questo caso scopriamo che il sound più duro, moderno ma sempre patinato, giovi particolarmente alla proposta dei nostri senza affatto snaturarla. Restano le raffinate orchestrazioni, restano gli arrangiamenti curati, resta la bella voce di Sharon, restano le melodie di facile presa, resta quella particolare atmosfera fra l’onirico e il concreto e, in questo nuovo lavoro, anche una comparsata di Keith Caputo (Life of Agony) nel singolo “What Have You Done”.

“The Heart Of Everything” è un buon disco di rock-duro à la Evanescence, anche se (per noi) nettamente superiore a quanto prodotto dalla band americana. C’è più esperienza, c’è più fantasia, c’è anche più mestiere e c’è quella voglia di sfondare, quella fame, che non ha mai fatto male alla musica. Inoltre l’album si conferma parecchio vario, con il suo continuo oscillare tra spolverate orchestrali e momenti più hard e moderni. Punto debole del disco è, forse, l’eccessiva durata e un brano prolisso e banale come “The Truth Beneath The Rose”: sarebbe stato meglio metterlo da parte, rendendo il tutto più snello e scorrevole.

S.D.N.

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