[Grunge/Alternative] Grenouille – In Italia Non Si Può Fare La Rivoluzione (2010)

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http://www.myspace.com/grenouillemusichttp://www.viaaudio.it/ Esce il venticinque aprile, data simbolica, data della liberazione, questo Ep dei Grenouille, band milanese di matrice grunge molto incline alle melodie pop. L’idea di partenza sarebbe parlare dello stato del nostro paese allo sbando, della musica del nostro paese allo sbando, che è chiusa negli stereotipi, nei recinti e nella noia, parlare dell’amore,


http://www.myspace.com/grenouillemusic
http://www.viaaudio.it/

Esce il venticinque aprile, data simbolica, data della liberazione, questo Ep dei Grenouille, band milanese di matrice grunge molto incline alle melodie pop.

L’idea di partenza sarebbe parlare dello stato del nostro paese allo sbando, della musica del nostro paese allo sbando, che è chiusa negli stereotipi, nei recinti e nella noia, parlare dell’amore, circa, nella penultima traccia; di amore, e basta, nell’ultima (che è una cover dei Pan del Diavolo, e si sente).
Qualunquismo. Questo è il problema dei Grenouille, tanto qualunquismo.

Qualcuno gli spieghi che non si può far uscire un disco il venticinque aprile, metterci in copertina un graffito storico del muro di Berlino (il bacio alla russa fra Honecker e Breznev) ed intitolarlo “In Italia Non Si Può Fare La Rivoluzione”, se poi i testi sono una declinazione giovane e musicale dei discorsi delle signore dal parrucchiere. Qualcuno gli spieghi che in Italia non si può fare la rivoluzione vendendo dischi che si chiamano In Italia Non Si Può Fare La Rivoluzione e scrivendo pezzi come “Il Porno è la Democrazia”, che sembrano usciti dalla penna del Manuel Agnelli meno ispirato. L’analisi sociale e politica non è per tutti, e questo Ep fa l’effetto dell’album dei Green Day tutti vestiti di nero e le pettinature new emo che parlavano di Bush e della guerra.

Peccato, perché svestiti di tutta questa pretenziosità, arrivati a “Diluiscimi Nel Sangue”, la terza traccia, i Grenouille ritornano ad essere veri ed onesti, e quello che ne esce è un pezzo bellissimo, commovente, che è un peccato che venga soffocato dal fastidio per gli altri, cover compresa ( i Pan del Diavolo ce l’avevano regalata già perfetta, perché toccarla? in un Ep, per di più), peccato davvero.
Basta con i gesti vuoti ed eclatanti, che su queste cose è meglio non tirarsi le pose, se non si ha veramente qualcosa da dire.

Francesca Stella Riva

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