[Hard Rock] Ace Frehley – Anomaly (2009)

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  Foxy & Free – Outer Space – Pain In The Neck – Fox On The Run – Genghis Khan – Too Many Faces – Change The World – Space Bear – A Little Below The Angels – Sister – It’s A Great Life – Fractured Quantumhttp://www.acefrehley.com/http://www.season-of-mist.com/ Fai il nome di Ace Frehely e solitamente

 

Foxy & Free – Outer Space – Pain In The Neck – Fox On The Run – Genghis Khan – Too Many Faces – Change The World – Space Bear – A Little Below The Angels – Sister – It’s A Great Life – Fractured Quantum

http://www.acefrehley.com/

http://www.season-of-mist.com/

Fai il nome di Ace Frehely e solitamente ti rispondono: ‘E chi cazzo è?’ oppure ‘Ma è ancora vivo?’. L’Asso Spaziale è stato il chitarrista solista originale dei Kiss nel periodo di massimo splendore. Un chitarrista eccezionale ed enormemente influente sia per il suo stile (di sicuro non un virtuoso, ma come graffiano ‘Parasite’, ‘Cold Gin’ e ‘Strange Ways’ non lo si dimentica), che per il look esagerato tra make up argento e chitarre lanciarazzi esplosive.

La sua carriera solista negli anni ‘80 è finita presto nel dimenticatoio, e la reunion con in Kiss è durata un lustro (1996-2001), finché i vecchi problemi non sono tornati a galla. Per i fans è stato sempre un brutto colpo vedere il membro più pazzo e geniale dei Kiss, dalla risata contagiosa e dallo sguardo sognante, perso nell’abuso di alcool e droghe e sempre ad un passo dall’autodistruzione. Probabile che oggi il suo nome si sconosciuto ai più, ma tra gli addetti ai lavori c’è un certo fermento: è il suo primo album solista dopo vent’anni (il contributo a ‘quel’ Psycho Circus è stato nullo), molte band di successo hanno gli occhi puntati sul vecchio idolo che tanto li ha influenzati e per molti è una gioia saperlo solamente vivo e in salute.

Anomaly non sarà una pietra miliare, ma è una gemma di hard rock scritta con tanto cuore e anima come non se ne sentivano da tempo. Il tocco è sempre quello, e il pesante trittico di apertura ce lo ricorda: l’asso è tornato con i suoi riff abrasivi, portandosi dietro il vecchio amico Anton Fig alla batteria. Ace si concede pure di piazzare ben tre  pezzi strumentali, addirittura tutti sensati: ‘Gengish Kahn’ parte acustica e ha un’ottima crescita fino al grande assolo finale, ‘Space Bear’ (!?) è un divertente collage di riff pesanti e la finale ‘Fractured Quantum’ è una adeguata chiusura atmosferica. La voce del newyorkese è rimasta la stessa, sgraziata e inconfondibile: sentirlo cantare ‘vengo dallo spazio, ecco perché conosco il tuo nome, voglio portarti via’ nel singolo ‘Outer Space’, oppure sulla divertente cover di ‘Fox On The Run’ (classico rock degli Sweet) o nella commovente e autobiografica ‘A Little Below The Angels’ (‘L’alcool era una mio amico e mi stava quasi uccidendo…’) provocherà diverse fitte al cuore ai vecchi fans.

Sarà un anno da cardiopalma per gli amanti dei Kiss (il loro nuovo disco esce ad Ottobre) e non c’è dubbio quale tra i due album avrà i riff più pesanti. Meglio non poteva andare per gli amanti di hard rock classico americano.

Marco Brambilla

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