[Hard Rock] Europe – Secret Society (2006)

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Secret Society – Always the Pretenders – The Getaway Plan – Wish I Could Believe – Let the Children Play – Human After All – Love is not the Enemy – A Mother’s Son – Forever Travelling – Brave and Beautiful Soul – Devil Sings the Blues http://www.europetheband.com/http://www.sanctuaryrecords.com/ L’ uscita del precedente “Start From The

Secret Society – Always the Pretenders – The Getaway Plan – Wish I Could Believe – Let the Children Play – Human After All – Love is not the Enemy – A Mother’s Son – Forever Travelling – Brave and Beautiful Soul – Devil Sings the Blues

http://www.europetheband.com/
http://www.sanctuaryrecords.com/

L’ uscita del precedente “Start From The Dark” aveva fatto storcere il naso a chi attendeva dalla reunion un ritorno alle sonorità anni ottanta, che aveva decretato sì la fortuna del gruppo, ma anche la sua dipartita. L’album aveva invece entusiasmato stampa e pubblico più prettamente hard, memori di un avvio di carriera all’insegna dei riff settantiani del grande John Norum, che aveva lasciato il gruppo proprio per incompatibilità musicali. “Secret Society” è il degno successore del disco del 2004: come tutti i dischi dopo quello della reunion suona più compatto e anche in questo caso il cantante Joey Tempest è l’unico del gruppo ad aver partecipato alla stesura di tutti i testi. Lo stesso Tempest si esprime a livelli superiori rispetto alla prova precedente, quasi avesse recuperato la voglia di osare e di superare i propri limiti. Lo stesso discorso può valere per Norum. Il chitarrista è il protagonista assoluto dell’album, crea riff con una facilità imbarazzante e si muove con una sicurezza che non lascia dubbi sul suo stato. Pensare a “The Final Countdown” e sentire l’iniziale, squadratissima title track può far pensare ad un gruppo totalmente nuovo. Ed è proprio per questo ispessimento dei toni e per la voglia di rischiare che ha avuto senso una reunion che, altrimenti, li avrebbe fatti dimenticare dopo il primo album. Il primo singolo “Always The Pretenders” è rock potente, con un riff maestoso che non può lasciare indifferenti. La stupenda “Forever Travelling”, pervasa di tristezza e pathos, ma mai scontata e pezzi come “Brave and Beautiful Soul” o la dolce “A Mother’s Son” rendono bene l’idea di cosa siano oggi gli Europe.

L.G.

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