[Hard Rock] Extreme – Saudades De Rock (2008)

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Star – Comfortably Dumb – Learn To Love – Take Us Alive – Run – Last Hour – Flower Man – King Of The Ladies – Ghost – Slide – Interface – Sunrise – Peace (Saudade) – Americocaine (bonus track – demo 1985) Sito ufficiale della band Il primo disco degli Extreme dopo tredici anni

Star – Comfortably Dumb – Learn To Love – Take Us Alive – Run – Last Hour – Flower Man – King Of The Ladies – Ghost – Slide – Interface – Sunrise – Peace (Saudade) – Americocaine (bonus track – demo 1985)

Sito ufficiale della band

Il primo disco degli Extreme dopo tredici anni dall’ultimo Waiting for the Punchline? Un buon rientro sulla scia di questa seconda giovinezza vissuta da un genere che li ha visti protagonisti negli anni novanta. La nuova registrazione targata Cherone & Bettencourt, va senz’altro rilevato, offre più di quanto ci si potesse aspettare da una ex prima scelta in via di estinzione anche se, e avrete potuto accorgervene in quel di Milano lo scorso settembre durante il Rock Of Ages, ancora oggi ha pochissimi rivali quando si tratta di salire sul palcoscenico.

Il disco tiene viva una band, afferma divertito il chitarrista Nuno Bettencourt, fortuna che se n’è ricordato centocinquantasei mesi dopo… come dite? Meglio tardi che mai? Se questo è lo scotto da pagare per ottenere un prodotto efficiente, e Saudades De Rock lo è a tutti gli effetti, l’attesa passa automaticamente in secondo piano. Urge sottolineare, però, che non sono tutte rose e fiori.
Il quartetto di Boston rilancia l’impegnativo nome alternando qualche brano memorabile, Star, King Of The Ladies, Learn To Love e Confortably Dumb, ad altri molto meno interessanti, posizionati nel vistoso e fisiologico calo conclusivo. Accettabili le ballate, troppe però, altresì elettrizzanti i pezzi più sostenuti, da ascoltare e da leggere in chiave unicamente zeppeliniana. Il flat picking di Bettencourt e il suono della sua elettrica sono una vera squisitezza.

Siamo tornati per i nostri fans, conclude Nuno, dobbiamo credergli? I mal fidenti penseranno sia stato il profumo dei dollari, decisamente meglio quello dell’euro oggi, fatto sta che gli Extreme, nonostante il dubbio che volteggia nebuloso, si confermano grandi al cospetto di un ritrovato Hard Rock old style.

E Jimmy Page non si impensierisca, i suoi proseliti sono vivi e vegeti.

Gaetano Loffredo

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