[Hard Rock] UFO – The Visitor (2009)

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  Saving Me – On The Waterfront – Hell Driver – Stop Breaking Down – Rock Ready – Living Proof – Can’t Buy A Thrill – Forsaken – Villains  Thieves – Stranger in Town http://www.ufo-music.info/news.htmhttp://www.spv.de/ Gli Ufo giungono al ventesimo capitolo di una carriera quarantennale con una verve quasi inattesa e piacevolmente sorprendente. “The Visitor”

 

Saving Me – On The Waterfront – Hell Driver – Stop Breaking Down – Rock Ready – Living Proof – Can’t Buy A Thrill – Forsaken – Villains  Thieves – Stranger in Town

http://www.ufo-music.info/news.htm

http://www.spv.de/

Gli Ufo giungono al ventesimo capitolo di una carriera quarantennale con una verve quasi inattesa e piacevolmente sorprendente. “The Visitor” è davvero un bell’album, la pasta c’è onestamente. Soprattutto dal punto di vista chitarristico e vocale il lavoro è ben fatto. Vinnie Moore alla chitarra dimostra di sapersi collocare nella band nel modo giusto.

Apertura affidata alla energica e carica “Saving Me”, con uno di quei riff di chitarra resofonica che ti fa stringere i denti e muovere piedi e testa. Passaggi a metà tra i migliori Deep Purple, Hughes e i Bad Company di quello che è sicuramente il migliore dei blues rockers prestati all’hard rock…Mr. Paul Rodgers. Menzione dovuta e non di troppo perché su questo disco, l’attempato Phil Mogg si candida ad una sfida che lo vedrebbe battersi a testa alta con il collega.
Tra le migliori canzoni del lotto sono sicuramente da segnalare la già citata “Saving Me”, “Helldriver” (in cui Vinnie Moore schiaccia l’occhiolino ai Van Halen), “Living Proof” per il mood accattivante e “Forsaken”, perché una ballata se la aspettavano anche i muri, ma così ben fatta e cordiale no.

“The Visitor” è l’album che aspettavi per confortarti e per farti trasportare, quando capiti in uno di quei giorni in cui la novità più grande che puoi concepire è che la bottiglia di whiskey è leggermente spostata rispetto alla sua secolare posizione. A trovare un vero ed isolato difetto, va detto che la produzione non esalta in molti brani. Le chitarre ritmiche troppo in evidenza tolgono tantissimo peso alla sezione ritmica ed alla voce, che a volte emerge in modo troppo confuso. In sintesi un cd piacevole e spensierato, che mette allegria e ti fa venire voglia di spegnere cellulare, social network, macchina, computer e sederti tranquillo al sole a bere qualcosa di forte. Poche volte è il caso di dirlo, ma viste le emozioni di “The Visitor”, si può fare: alla faccia del 2009.

Riccardo Canato

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