[Hard Rock] Vince Neil – Tattoos & Tequila (2010)

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  http://www.vinceneil.net/http://www.elevenseven.net/ Terzo lavoro solista per Vince Neil, carismatico singer dei Motley Crue, “Tattoos & Tequila” è un disco sostanzialmente facile per il santo di Los Angeles, che si affida all’ormai collaudata formula del “disco di cover più un paio di inediti”.Neil ci propone rivisitazioni di pezzi dei mostri sacri della sua giovinezza, dagli Aerosmith

 

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Terzo lavoro solista per Vince Neil, carismatico singer dei Motley Crue, “Tattoos & Tequila” è un disco sostanzialmente facile per il santo di Los Angeles, che si affida all’ormai collaudata formula del “disco di cover più un paio di inediti”.
Neil ci propone rivisitazioni di pezzi dei mostri sacri della sua giovinezza, dagli Aerosmith agli Scorpions, passando per i forse meno noti Cheap Trick e Sweet, fino ad arrivare alle inconsuete cover di Elton John e Creedence Clearwater Revival, includendo persino un’imprevedibile (ma decisamente trascinante) versione di “Viva Las Vegas” del Re del Rock Elvis Presley.

Gli inediti sono forse il punto debole dell’intero platter; la title-track non fa certo gridare al miracolo, pur essendo sorniona quanto basta per attirare l’attenzione di tutti i fans dei Crue, mentre “Another Bad Day” è una ballad piuttosto canonica.
Le sorprese vere arrivano comunque dalle cover, tutte pregne dello stile dei vecchi Motley Crue (quelli di “Girls, Girls, Girls”), proprio quello di cui un disco del genere ha bisogno per far drizzare le orecchie ai fans di vecchia data. E se non bastava la miscela “Vince Neil + vecchi classici del rock”, a completare l’equazione il biondo si è portato in studio Dana Strum e Jeff Blando (Slaughter) e Jack Blades (Night Ranger), tanto per non farsi mancare niente.

Ci troviamo quindi di fronte ad un album che potremmo definire scarsamente interessante dal punto di vista artistico, e forse anche poco utile nella discografia di Neil, in quanto tutto sommato le tracce inedite aggiungono poco a quanto fatto nei lavori precedenti.
Potremmo anche dire che si tratta del solito prodotto realizzato a tavolino per vendere un po’ di copie e raggranellare qualche dollaro, ma perché accanirsi e insabbiarsi su aspetti del genere?
Diciamo piuttosto che tutti gli ammiratori dei quattro di Los Angeles troveranno più di uno spunto interessante fra le canzoni di “Tattoos & Tequila”, mentre tutti gli altri faranno forse meglio a tenersene alla larga, ma alla fine questo si sapeva già sin dal principio, così come il buon vecchio Vince sapeva dove doveva andare a parare per non scontentare nessuno; in fin dei conti anche questo è rock and roll, prendere o lasciare.

Corrado Riva

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