[Hard Rock/Modern Rock] Rhyme – Fi(r)st (2010)

3.5/5
Un debutto clamoroso quello dei Rhyme, band lombarda che è cresciuta concerto dopo concerto, fino ad arrivare alla pubblicazione del primo disco dopo mesi di gestazione e di attese. Inutile girarci intorno, l’album è di alto livello e un’autentica sorpresa (per chi non li conosceva già) per tutti gli appassionati di rock duro moderno. Prometteva bene

Un debutto clamoroso quello dei Rhyme, band lombarda che è cresciuta concerto dopo concerto, fino ad arrivare alla pubblicazione del primo disco dopo mesi di gestazione e di attese. Inutile girarci intorno, l’album è di alto livello e un’autentica sorpresa (per chi non li conosceva già) per tutti gli appassionati di rock duro moderno. Prometteva bene l’autoproduzione datata 2008, in cui si intuiva il potenziale del gruppo che presentava già allora “Lovers”, “Keep On Foolin’” e “The Pleasure Game”, ora rivisitate e ipervitaminizzate nella release 2010.
Certo, è innegabile notare che “TV Liars”, “Rise Again”, “Your Scars” e il super singolo “Step Aside” siano il territorio in cui i Rhyme si muovono meglio. Lasciando da parte le influenze hard rock classiche e abbracciando a piene mani il post grunge e il l’attuale rock mood americano, i Nostri dimostrano di essere all’avanguardia e di aver recepito i dettami che a suo tempo Alice In Chains e Soundgarden insegnarono all’umanità. Ma non c’è mera imitazione o un voler ricalcare determinati stilemi a ogni costo. C’è personalità e un potenziale pazzesco che pulsa dietro una produzione bombastica (limata in sede di mastering da Tom Baker in quel di Los Angeles) e dall’impatto spietato. Qualche ingenuità in “Emotions” e “Pleasure Game” viene presto dimenticata grazie alle libidinose “Hiding From The Dark” e da “Feed My Anger”.
Orecchiabili, tecnicamente inappuntabili e capaci di creare groove senza difficoltà ma anche accattivanti e rockettari per convincere gli intransigenti: a questo giro supportare la scena è un obbligo, non una possibilità.

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