[Heavy Rock Medioevale] In Extremo – Sängerkrieg (2008)

 /5
  7 Köche – Sängerkrieg – Neues Glück – En Esta Noche – Mein Sehnen – Flaschenpost – Requiem – Frei Zu Sein – Zauberspruch – In Diesem Licht – Tanz Mit Mir – An End Has A Start – Mein Liebster Feind – Auf’s Leben http://www.inextremo.com http://www.universal-music.de Che il gioco poteva durare tanto non


 

7 Köche – Sängerkrieg – Neues Glück – En Esta Noche – Mein Sehnen – Flaschenpost – Requiem – Frei Zu Sein – Zauberspruch – In Diesem Licht – Tanz Mit Mir – An End Has A Start – Mein Liebster Feind – Auf’s Leben

http://www.inextremo.com
http://www.universal-music.de

Che il gioco poteva durare tanto non lo avrebbe detto nessuno. Alzi la mano chi, 10 anni fa, avrebbe scommesso su questa band. Testi in lingue assurde (tedesco, provenzale, latino, gaelico, oltre a norvegese, francese e spagnolo antichi), 3 cornamusisti in formazione e una proposta musicale indubbiamente un po’ strana, facevano pensare a una band meteora, divertente quanto basta per durare un paio di dischi o poco di più.

Dopo 3650 giorni gli In Extremo sono ancora qui con 6 album in studio, un best of, 2 album/dvd dal vivo, del materiale acustico sulle spalle e un numero incredibile di imitatori a seguirne le tracce.
Ancora più curioso è che il sound dei nostri, dal grezzo “chitarroni e cornamuse” degli esordi, si è evoluto, migliorando il tiro e cambiando pelle quel tanto che basta per rendere ogni album un’esperienza nuova. Questo è strano, se pensiamo che gli In Extremo non fanno altro che unire rock duro a musica medioevale integrando strumenti antichi e moderni; insomma le variazioni sul tema non possono essere certo infinite. Eppure…

Eppure eccoci qui, AD 2008, a parlare di un nuovo ottimo lavoro degli zampognari crucchi. Questa volta i nostri giocano sul muro del suono. Il muro di chitarre è davvero denso e d’impatto con suoni ruvidi e una certa tendenza verso il punk americano e il rock inglese anni 70. L’uso degli strumenti antichi è leggermente più dosato che in passato, si perde poco tempo con arpe, ghironde, violini, lasciando invece ampio spazio di manovra a cornamuse, flauti e liuti. I brani risultano più veloci del solito, non mancano ovviamente episodi più corali, tranquilli e cadenzati e, come da recente tradizione, c’è anche un intero brano acustico. Insomma, c’è tutto quello che si può cercare in un disco degli In Extremo, qualità in testa.

S.D.N. 

Condividi.