[Indie Folk] PJ Harvey – White Chalk (2007)

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  Devil – Dear Darkness – Grow Grow Grow – When Under – Ether – White Chalk – Broken Harp – Silence – To Talk – To You – Piano -Before Departure – Mountain http://www.pjharvey.net/http://www.islandrecords.com/ A dir la verità mi viene da ridere a pensare al concetto di artista dovendo per un attimo paragonare Pj


 

Devil – Dear Darkness – Grow Grow Grow – When Under – Ether – White Chalk – Broken Harp – Silence – To Talk – To You – Piano -Before Departure – Mountain

http://www.pjharvey.net/
http://www.islandrecords.com/

A dir la verità mi viene da ridere a pensare al concetto di artista dovendo per un attimo paragonare Pj Harvey a tutte le pop star di oggi, da quelle dell’hip hop all’r’n’b, al pop. Penso alle seconde a dei prodotti commerciali che chiudono la femminilità, l’essere donna, nella gabbia-ghetto del desiderio maschile e o della moda musicale vigente indirizzata
alle vendite e a far abboccare.
Pj non deve dimostrare nulla, avendo regalato al mondo femminile forse la figura più importante degli ultimi 20 anni, nel mondo musicale. Tutto qui. Bastano 5 minuti per soppesare lo spessore delle sue opere.

L’artista di certo non rimane mai tra le righe. E in questo nuovo “White Chalk” lo dimostra ancora. Inquieta e irrequieta ha più volte messo in musica la sua indole artistica figlia di mutamenti e cambi di registro improvviso. Spiazzante qui, per un lento passaggio a qualcosa di completamente diverso dal pop rock spigoloso e dalle tinte scure per cui è entrata
nell’olimpo. Qui siamo di fronte ad una piccola rivoluzione abbracciata con una quiete nella scrittura che vive in primis nell’uso del pianoforte in parallelo a toni folk e bucolici oltre ad un cantanto delicatissimo e dolce (anche la sua foto in copertina la ritrae come una nuova Emily Bronte). Suggestivo e d’impatto emozionante, senza la foga rumorosa del
passato, il disco offre una morbidezza invidiabile che si sposa con freschezza e intimità. Pensate insomma a una cosa vicina al capolavoro del 2006 di Joanna Newson, senza quella vena barocca. Insomma inebriante e seducente, magari con l’unico neo di mantenere una stessa linea e un’uniformità un po’ monocorde, ma è anche questa una piccola rivoluzione per Polly Jean.

L.F.

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