[Indie – Folk – Rock] Simona Gretchen – …

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  [Indie – Folk – Rock] Simona Gretchen – Gretchen Pensa Troppo Forte (2009) Alpha Ouverture – Le Mie Fate – Cera – Fockus – Due Apprendisti – Bianca In Fondo Al Mare – O Nostre Pelli – Vuota – Simpatia Per B.C. – Ieri – Non Trovo Più Le Chiavi www.myspace.com/simonagretchenwww.simonagretchen.it “Ricordami di ringraziare

 

[Indie – Folk – Rock] Simona Gretchen – Gretchen Pensa Troppo Forte (2009)

Alpha Ouverture – Le Mie Fate – Cera – Fockus – Due Apprendisti – Bianca In Fondo Al Mare – O Nostre Pelli – Vuota – Simpatia Per B.C. – Ieri – Non Trovo Più Le Chiavi

www.myspace.com/simonagretchen
www.simonagretchen.it

“Ricordami di ringraziare il tempo, la pioggia e il vento, i raggi ultravioletti e gamma, il prodotto interno lordo, una buona alimentazione, le malattie e l’estate, gli ingegneri militari, chi rivende biciclette, chi non chiede scusa e perdono, per nessun motivo”.

Un grazie a Simona Gretchen.

Grazie innanzitutto perché i testi che scrive sono spessi e violenti ma non perdono mai la lucidità. Non è cosa da tutti, anzi, non è quasi di nessuno.
Alla faccia di Vasco Brondi, al quale è già stata troppo spesso accostata, Simona ci dimostra di possedere una visione politica e morale tagliente, là dove invece i testi delle Luci Della Centrale Elettrica scadono nel banale, incapaci di scindere il personalissimo dall’analisi sociale. Finiamoli qui, i paragoni, che potrebbero affossare un talento in crescita costringendolo ad aderire a delle aspettative od ancora peggio a dei dettami di stile, non tiriamo in mezzo PJ Harvey, o Cristina Donà, o altre ancora.

Simona Gretchen ha una personalità abbastanza matura per reggere il peso dell’essere solo se stessa, e ce lo dimostra con  il dolore ossessivo di “Alpha Ouverture”, “A volte è più forte il pensiero di avere pensato qualcosa di vero”, e l’invettiva di “Bianca In Fondo Al Mare”, alla quale appartiene la bellissima citazione di apertura.
L’impianto più strettamente musicale dei pezzi si rifà tanto all’electroclash quanto al folk, passando necessariamente per lo spoken word dei Massimo Volume ed il cantato epico e declamatorio del Giovanni Lindo Ferretti periodo CSI. Il risultato è senza dubbio originale, nonostante una voce un po’ acerba nel suo essere troppo urlata ed irruente, unico difetto di una personalità in crescita artistica notevole, per avere solo ventidue anni.
Non si trova spesso, infatti, un’abilità di questo genere con le parole, che la Gretchen riesce ad usare sia come sassi da scagliare contro se stessa e gli altri, sia per descrivere il dolore: sono argomenti che spesso suonano abusati e già sentiti, ma questo, in “Gretchen Pensa Troppo Forte”, non succede mai.
Capita invece di rimanere sorpresi da un arpeggio in maggiore nell’unica canzone giocata su tinte più tenui, “Vuota”, e dalla dolcezza che ne traspare, proprio quando si pensava di avere inquadrato quest’album nei canoni ben precisi della rabbia musicale e non. Capita di rimanere sorpresi da una voce così giovane e così lucida, dalla figlia di una società malata che, sola o quasi, ha il coraggio di vomitare la sua rabbia invece che ingoiare e parlare d’amore.

Grazie, Simona Gretchen, speriamo che tanti ragazzini imparino da te come si fa, e ti prego, non iniziare a sentirti superiore e maestra, a credere di doverci insegnare, o diventerai una delle tante statue sul piedistallo, e rovinerai tutto.

Francesca Stella Riva

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