[Indie – Pop] Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Before Today (2010)

/5
http://www.myspace.com/arielpinkhttp://www.4ad.com/ La 4AD si è accaparrata una specie di Iniesta del panorama musicale. Il californiano Ariel Pink è un genietto del pop, che possiede una scrittura di qualche scalino sopra la media dei suoi contemporanei. Buon per lui per il grande salto e la visibilità al cubo con l’arrivo alla grande etichetta, dopo gli esordi


http://www.myspace.com/arielpink
http://www.4ad.com/

La 4AD si è accaparrata una specie di Iniesta del panorama musicale. Il californiano Ariel Pink è un genietto del pop, che possiede una scrittura di qualche scalino sopra la media dei suoi contemporanei.
Buon per lui per il grande salto e la visibilità al cubo con l’arrivo alla grande etichetta, dopo gli esordi presso la Paw Tracks degli Animal Collective, che si era dannata l’anima per assemblare decentemente quintalate di sue cassette domestiche.

Camaleontico nelle melodie e nell’imitazione retrò, Ariel Pink ha uno sguardo sugli anni musicali andati che sembra un po’ diverso da molti altri artisti (?) cut & copy. La sua semi-seria figura si manifesta non copiando spudoratamente, ma citando, e divertendosi a deragliare nel suono kitsch, appena ad un passo dal burrone delle risate a crepapelle.
In queste dodici canzoni sprizza tutto il suo estro nel mischiare sapori di Beach Boys, David Bowie, Roxy Music, ambientazioni psych, tocchi quasi barocchi, quasi tamarri, quasi Fleetwood Mac, impregnate di tastiere anni ’80 (a volte sembra di stare in una sigla di un telefilm di quegli anni) e di una sgargiante facilità pop (come quella di Iniesta nel passaggio e nel fraseggio) appoggiata su un’estetica lo-fi.

Luca Freddi

Condividi.