[Indie Pop] Populous With Short Stories – Drawn In…

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[Indie Pop] Populous With Short Stories – Drawn In Basic (2008) Test Your Dreams – Only Hope – Days – Porcelain – Royale Gold – Steve – The Holy See – Younger – Man Overboard – Raimondo – Faithful – Bear Arms – Destinies – Breathes The Best – Shipwreck – Heaven Knows Myspace della

[Indie Pop] Populous With Short Stories – Drawn In Basic (2008)

Test Your Dreams – Only Hope – Days – Porcelain – Royale Gold – Steve – The Holy See – Younger – Man Overboard – Raimondo – Faithful – Bear Arms – Destinies – Breathes The Best – Shipwreck – Heaven Knows

Myspace della band
Etichetta discografica

Populous non è solo un videogioco strategico. Ma è soprattutto il monicker dietro cui si cela il nostro connazionale Andrea Mangia. Partiamo dalla fine, in un gioco alla “Memento”. Il disco è una favola. No, non un racconto per bambini. Proprio magico. No, non è che sparisca o compaia qualcosa. Beh insomma, avete capito.

Terzo album della sua carriera che arriva a tre anni di distanza dal precedente. Tre è il numero perfetto. L’etichetta è sempre la tedesca indie-tronica Morr Music.
Qui Populous ha voluto discostarsi dal precedente percorso che aveva battuto tra hip hop digitale e glitch. Il Basic del titolo sta a significare il vetusto linguaggio di programmazione? Sembra soprattutto che la parola possa essere presa come sinonimo di semplicità e riduzione all’essenziale. Infatti i nuovi lidi di questo approdo sono un indie pop elettronico dalle sfumature shoegaze, regolate e condotte da ritmiche lineari e sobrie rispetto al passato.
Un’altra novità è la firma del disco: Populous with Short Stories. La scrittura, che è diventata più smaccatamente cantautoriale, è all’appannaggio anche di MC Mike Macguire (aka Short Stories). A riprova, la voce arriva ad ottenere complessivamente un ruolo più importante nella struttura dei pezzi.
Si nuota in un mare placido di pop digitale, in un clima caldo e perlopiù malinconico. Lasciarsi rapire è un attimo. Anche se siete chiusi tra le vostre quattro pareti di casa.

Luca Freddi

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