[Indie Pop] The Uglysuit – The Uglysuit (2008)

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  Brownblue’s Passing, Chicago, Brad’s House, And We Became Sunshine, Elliot Travels, Anthem of the Arctic Birds, Everyone Now Has a Smile, Happy Yellow Rainbow, Let It Be Known Sito ufficiale della band Etichetta discografica Un disco a doppio senso? Me lo chiedo avendolo tra le mani. Salta all’occhio da una parte la copertina sognante

 

Brownblue’s Passing, Chicago, Brad’s House, And We Became Sunshine, Elliot Travels, Anthem of the Arctic Birds, Everyone Now Has a Smile, Happy Yellow Rainbow, Let It Be Known

Sito ufficiale della band
Etichetta discografica

Un disco a doppio senso? Me lo chiedo avendolo tra le mani. Salta all’occhio da una parte la copertina sognante e psichedelica, e sul retro il nome altisonante dell’etichetta: Quarterstick. Che in altre parole significa post-punk e math-rock, Chicago e dintorni, chitarre taglienti e affilate come lame, Shellac e Steve Albini. Ma uno dei due indizi porta davvero fuori strada.

Infatti non ci troviamo di fronte per nulla alle ritmiche serrate di scuola Touch & Go, ma la cover-art non mentiva ed è alquanto esplicativa del suono della band.
Cielo, nuvole, velieri con le ali, alberi, margherite e un sole splendente. Ecco. Tutto questo rivive nel lavoro di debutto di questi sette giovani musicisti provenienti da Oklahoma City.
Come se fossero stati ad una jam con la testa alla fine degli anni sessanta, ai Beatles e ai sospiri barrettiani dei Pink Floyd. Mentre lo sguardo sul presente potrebbe comprendere gli Shins e i Flaming Lips.
Le nove canzoni sono baciate da una buona verve che regala ad ogni episodio un piccolo splendore. Si alternano pezzi dolci e saltellanti, colori e divertimento, un piano che ogni tanto traina tutto, soffici dilatazioni e pure qualche esplosione elettrica, arrangiamenti ampi e spaziosi simil-orchestrali ed emozionali crescendo. Purissimo pop psichedelico per le orecchie.
 
Luca Freddi

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