[Indie Rock] The Acorn – Glory Hope Mountain

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[Indie Rock] The Acorn – Glory Hope Mountain (2008)   Hold Your Breath – Flood Pt. 1 – Even While You’re  – Sleeping – Crooked Legs – Glory – Oh Napoleon – Low Gravity – Sister Margaret – Antenna – Plateau Ramble – Flood Pt. 2 – Lullaby (Mountain) Sito Ufficiale della band Etichetta Discografica

[Indie Rock] The Acorn – Glory Hope Mountain (2008)
 
Hold Your Breath – Flood Pt. 1 – Even While You’re  – Sleeping – Crooked Legs – Glory – Oh Napoleon – Low Gravity – Sister Margaret – Antenna – Plateau Ramble – Flood Pt. 2 – Lullaby (Mountain)

Sito Ufficiale della band

 
La vita di Gloria Esperanza Montoya non è stata facile: orfana, passata per abusi domestici, sopravvissuta alla povertà, a disastri naturali, a un lunghissimo viaggio che l’ha portata fino in Canada dal nativo Honduras. Gloria ha avuto anche un figlio, Rolf. Questo ragazzo di Ottawa, che di mestiere fa il cantante, ha deciso di dedicare alla storia di su madre il disco d’esordio della sua band.

L’abilità di paroliere di Rolf ha fatto il resto. Il disco narra la storia di Gloria scorrendo senza intoppi, di pari passo alla musica, senza mai scadere nel banale o nel melodrammatico e con un fluire quasi cinematografico. Gli Acorn suonano fondamentalmente folk rock e un termine di paragone quasi sensato potrebbe essere la colonna sonora di Into The Wild ad opera di Eddie Vedder.

Entrando nello specifico, Glory Hope Mountain è un disco rock quasi spirituale che riesce a crescerti dentro ascolto dopo ascolto. Il suono potrebbe essere definito rock, tribale, percussivo, spirituale, latino, acustico, mistico, ricco, rilassante e, soprattutto, fresco. Già, perché il modo in cui questi ragazzi trattano la materia rock è inedito: pochissima elettricità e un approccio alla batteria molto d’impatto, i colpi al rullante si contano sulla punta delle dita, il resto sono tamburi, tamburelli e percussioni ad ampissimo raggio quasi onnipresenti per tutto il disco. Insomma, Glory Hope Mountain è un disco che vale la pena ascoltare.

Stefano Di Noi

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