[Indie Rock] The Zutons – You Can Do Anything (2008)

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Harder and Harder – Dirty Rat – What’s Your Problem – You Could Make the Four Walls Cry – Family of Leeches – Don’t Get Caught – Bumbag – Always Right Behind You – Put a Little Aside – Freak – Give Me a Reason – Little Red Door http://www.thezutons.com/http://www.deltasonic.com/ Di ritorno da Los Angeles

Harder and Harder – Dirty Rat – What’s Your Problem – You Could Make the Four Walls Cry – Family of Leeches – Don’t Get Caught – Bumbag – Always Right Behind You – Put a Little Aside – Freak – Give Me a Reason – Little Red Door

http://www.thezutons.com/
http://www.deltasonic.com/

Di ritorno da Los Angeles dopo un viaggio alla (ri)scoperta del proprio ego, i ragazzi di Liverpool riprendono il cammino discografico, riallacciano rapporti col rinomato produttore George Drakoulias (Johnny Cash e The Black Crowes tra gli altri) e danno alle stampe il nuovo album, cinquantacinque minuti di rock contaminato marchiati dalla Deltasonic Records, etichetta che li ha scovati qualche anno addietro. You Can Do Anything è il terzo lp della carriera, ma sono ben tredici i singoli rilasciati fino ad oggi incluso Always Right Behind You ed escluso l’imminente What’s Your Problem, i brani punta di questa nuova produzione.  

Anche se parlare di “brani punta” è un po’ troppo, perché You Can Do Anything è a tutti gli effetti un disco di medio/basso profilo compositivo che pesca qua e là tra Steely Dan, Animals, Traffic e presenta qualche rimando alla Tom Petty, come nel caso della traccia sei, Don’t Get Caught.
Il talento pare esserci (Harder and Harder è un’opener centrata), la disinvoltura e la personalità vengono meno rispetto ai fuochi d’artificio delle mezzenotti trascorse… sarà mica questa sospirata influenza americana che invece di agevolare, ostacola?

Si salvano, infine, Bumbag e i due singoli indicati: tutto il resto si attesta ad un livello troppo basso per motivare l’esborso monetario, circa quindici euro, necessario per assicurarsi You Can Do Anything. I The Zutons ci avevano abituati a progettazioni ben più geniali, oggi sembrano una mera “contraffazione” di loro stessi. Speriamo si tratti soltanto di un passo falso.

Gaetano Loffredo

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