[Indie Rock] Zero In On – Silly Lilly (2010)

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www.myspace.com/zeroinon “Silly Lilly” è il terzo lavoro degli Zero In On, gruppo di Locarno fin troppo sconosciuto, qui in Italia, nonostante abbia dieci anni di storia e sia stato in tour sia in Europa che in America. La prima cosa che colpisce di questo album è il suo estremo eclettismo, che si riflette in undici


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“Silly Lilly” è il terzo lavoro degli Zero In On, gruppo di Locarno fin troppo sconosciuto, qui in Italia, nonostante abbia dieci anni di storia e sia stato in tour sia in Europa che in America.

La prima cosa che colpisce di questo album è il suo estremo eclettismo, che si riflette in undici tracce una diversa dall’altra eppure estremamente coese fra loro. Il risultato è che il profumo di fondo, nonostante i cambi di scena, è quello di un bellissimo album glam, di qualcosa fra gli Of Montreal e i Placebo dei primi tempi, costruito senza mai dimenticare Bowie.

Se la title track, senza dubbio il pezzo più debole e scontato dell’album, potrebbe sviarci, “Los Angeles Is Burning” rimescola subito le carte. L’entrata inaspettata di un piano, che guida un altrettanto inusuale di gruppo di ottoni, dimostra l’abilità degli Zero In On quando si tratta di oltrepassare il semplice quartetto chitarra/basso/batteria/voce, e di riempire i pezzi senza mai risultare pacchiani.
Traccia dopo traccia, i pensieri vanno di certo, come già detto, ai Placebo ma anche ai Modest Mouse. Si sentono echi di glam rock un po’ ovunque, ma questi ci arrivano sempre sporcati dell’indie di matrice americana, più che europea, quello dei riff ossessivi e delle voci al limite dell’urlo animalesco (penso soprattutto a “Boom Baby”, in bilico fra Built To Spill e Muse).
Le scelte stilistiche sono sempre molto azzeccate, soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti, che in “Sergeant Dylan Sand” spaziano fino ad arrivare al folk. La voce, oltre ad essere particolarmente ben curata, è capace di essere evocativa e violenta allo stesso tempo, così come lo sono i tappeti di chitarre e le asprezze della batteria.
Un gruppo da tenere bene a mente, e da non farsi sfuggire dal vivo.

Francesca Stella Riva

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