[Indie/Emo] Abulico – BeHind (2009)

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  Not Time To Think the Past – Destiny – Fixed – Betrayer – Walking On My Road – A Sign – Tokyo Eyes – Hide Me – Life And Story Of J.M – Leave Me Out – Days – Grey Skyhttp://www.myspace.com/abulicohttp://www.seahorserecordings.com Emo? Se questa parola stesse ancora ad evocare nell’immaginario collettivo gente come i

 

Not Time To Think the Past – Destiny – Fixed – Betrayer – Walking On My Road – A Sign – Tokyo Eyes – Hide Me – Life And Story Of J.M – Leave Me Out – Days – Grey Sky

http://www.myspace.com/abulico

http://www.seahorserecordings.com

Emo? Se questa parola stesse ancora ad evocare nell’immaginario collettivo gente come i Get Up Kids  o i Sunny Day Real Estate invece che i Tokyo Hotel, potremmo dire che gli Abulico fanno principalmente quell’emo fatto di chitarre tiratissime e testi introspettivi, oltre a confrontarsi con buona parte del rock britannico degli anni novanta e una buona dose di Buckley junior.

Se “Destiny” e  “Days” potrebbero essere uscite da un album dei Mineral, La prima traccia, “Not Time To Think The Past”, è così rarefatta e dolente da richiamare le derive più elettroniche dei Radiohead, rievocati anche nella loro fase più british da “Hide Me” o dalla bellissima “Walking On My Road”. 
Con un’ottima tecnica alle spalle e gusto da vendere, gli Abulico, che abulici non sono per nulla, ci descrivono quel genere di confine fra la post-adolescenza e l’età adulta tanto caro al mondo del rock, quello che ti fa porre troppe domande e distruggerti i piedi cercando la strada giusta mentre cammini ancora sul confine fra l’essere un ragazzo e il “mettere la testa a posto”. Trasportati da un suono compatto ed avvolgente e da una voce che, quando non indulge in falsetti troppo coraggiosi, stupisce per carica emotiva e sensibilità, attraversiamo paesaggi velati di malinconia racchiusi nel cerchio tracciato dalla già citata “Not time To Think The Past” e dalla conclusiva “Grey Sky” ed arriviamo alla fine del disco in un attimo, piacevolmente sorpresi, sperando di poterli presto sentire dal vivo.

Unica nota stonata la poca precisione nella registrazione, che si fa notare qua e là senza mai, comunque, diventare troppo evidente.

Francesca Stella Riva

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