[Indie/Emo] Cursive – Mama, I’m Swollen (2009)

/5
  In The Now – From The Hips – I Couldn’t Love You – Donkeys – Caveman – We’re Going To Hell – Mama, I’m Satan – Let Me Up – Mama, I’m Swollen – What Have I Done? http://www.cursivearmy.comhttp://www.saddle-creek.com Le parole con le quali Tim Kasher ci aggredisce nei minuti iniziali del pezzo di

 

In The Now – From The Hips – I Couldn’t Love You – Donkeys – Caveman – We’re Going To Hell – Mama, I’m Satan – Let Me Up – Mama, I’m Swollen – What Have I Done?

http://www.cursivearmy.com
http://www.saddle-creek.com

Le parole con le quali Tim Kasher ci aggredisce nei minuti iniziali del pezzo di apertura “In The Now”, colpiscono al cervello: “Non voglio vivere nel presente, non voglio sapere quello che so”. Dichiarazione forte, soprattutto per un gruppo che era sempre parso ben legato al “qui e ora”,del punk-rock,  nonché degna introduzione a quello che, prima di essere il nuovo album della band di Omaha, è una cronaca della deflagrazione del sogno americano raccontata dall’interno.

Dall’appena citata “In The Now” alla conclusiva “What Have I Done?”, che chiude le danze con l’ affermazione “Ho sprecato i miei anni migliori aspettando i miei anni migliori”, attraversiamo una folla di canzoni che sono un vero e proprio trattato sulle depravazioni del nostro tempo, alle quali sembra esistere, come unica soluzione, il ritorno al primitivismo, alla nostra animalità (ascoltare “Donkeys” per credere).

Per quanto riguarda i suoni, i Cursive si impossessano di molteplici generi pur di avvicinarsi a noi e di essere d’impatto, ci colpiscono con le derive orchestrali della bellissima “I Couldn’t Love You”, con il country violento di “Caveman”, con la disperazione di “Let Me Up”, ma la cifra stilistica più riconoscibile rimane comunque quella dell’emo di qualità, dal quale i Cursive provengono e del quale “Mama, I’m Satan” è un bellissimo esempio. Come risultato ottengono quello di sembrare, per la prima volta dai tempi del loro sfolgorante album d’esordio, vari e nuovi senza esagerare con la voglia di stupire, visibile tallone d’Achille di “The Ugly Organ” ma anche completi e maturi nella loro rabbia, che non puzza più di sfogo tardo adolescenziale ed è ormai così lucida da costringerci a riflettere davvero, da scalzarci dalle nostre comode sedie per guardare più in là.

Francesca Stella Riva

Condividi.