[Instrumental Rock] Paul Gilbert – Get Out Of My Yard (2006)

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Get Out of My Yard – Hurry Up – The Curse of Castle Dragon – Radiator – Straight Through the Telephone Pole – Marine Layer – Twelve Twelve – Rusty Old Boat – The Echo Song – Full Tank – My Teeth are a Drumset – Haydn Symphony No. 88 Finale – Three E’s for

Get Out of My Yard – Hurry Up – The Curse of Castle Dragon – Radiator – Straight Through the Telephone Pole – Marine Layer – Twelve Twelve – Rusty Old Boat – The Echo Song – Full Tank – My Teeth are a Drumset – Haydn Symphony No. 88 Finale – Three E’s for Edward – You Kids 

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Inizia con un divertissement il nuovo album del poliedrico e mai abbastanza folle Paul Gilbert, 38 secondi di note impazzite che strizzano l’occhio a Jason Becker e a Yngwie Malmsteen, al primo per i richiami agli arpeggi di Altitudes, al secondo per il comunicato sul sito, secondo cui quella parte sarebbe impossibile da suonare, ma non per Lui… probabilmente perché leggermente velocizzato in fase di produzione, aggiungiamo noi, conoscendo l’ironia e la vena fanciullesca che l’ha sempre contraddistinto. Un album decisamente vario, che spazia da brani ancorati fortemente agli anni ’80 e ai suoi Racer X, ritmiche serrate, stoppati furiosi e un suono british di tradizione marshall all’ennesima potenza, come ad esempio in “Hurry up”, “The curse of castel dragon” o “Straight through the telephone pole”, passando per brani più riflessivi, come “Twelve twelve”, dall’anima blues e dal gusto hendrixiano, o il duetto acustico con il pianoforte di “Marine layer”, o i giochi con il delay di “The echo song” su una base quasi dance, arrivando all’interpretazione del finale della sinfonia n°88 di Haydn, completamente riarrangiata in un tripudio di chitarre. Non resta che l’imbarazzo della scelta.

L.N. 

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