Jimmy Barnes – 30:30 Hindsight

Jimmy-Barnes-3030-Album-Cover 3.5/5
Una raccolta di successi come non li avete mai sentiti prima: a trent'anni dall'inizio della carriera, Jimmy Barnes reinterpreta le sue migliori canzoni, suonandole con i suoi musicisti preferiti.

L’idea alla base di “30:30 Hindsight” è quella di celebrare trent’anni di carriera, e Jimmy Barnes ha ben pensato di farlo registrando nuove versione delle sue più celebri hit insieme ad alcuni dei suoi musicisti preferiti. Un’idea riuscita, perché il risultato è una raccolta innovativa ed interessante, ottima per riscoprire vecchi successi o per avvicinarsi alla discografia di quest’artista.

La carriera solista di Barnes inizia nel 1984, in seguito allo scioglimento dei Cold Chisel, la sua band storica. Nell’anno successivo pubblica uno dei suoi pezzi più emblematici, “Working Class Man”, scritta da Johnatan Cain dei Journey, che in questa nuova versione si unisce a Jimmy Barnes nell’esecuzione. Oltre a Johnatan Cain, i nomi interessanti in queste collaborazioni sono veramente parecchi: Steven “Little Steve” Van Zandt, storico membro dell’E Street Band, suona in “Ride The Night Away”; Keith Urban si unisce in “Good Times”. L’apertura è con “Lay Down Your Guns”, in un’ottima versione suonata con The Living End. In tutto l’LP le chitarre sono ruggenti e le ritmiche energiche, e la voce grintosa di Barnes è sempre al massimo, si muove a suo agio sia sull’hard rock che sulle canzoni con un feeling più “ballad”, per nulla scalfita dalla lunga carriera. L’apprezzato chitarrista statunitense Joe Bonamassa duetta su “Too Much Ain’t Enough Love”, pezzo rock con tocchi blues niente male, mentre David Campbell coadiuva Barnes sulla power ballad “Walk On”. “Love And Hate” è uno dei pezzi più heavy del disco, registrato insieme ai neozelandesi Shihad. Tina Arena collabora invece su “Stone Cold”, uno splendido blues, una delle tracce migliori. I cori di Mahalia Barnes & The Soul Mates su “Stand Up” forniscono infine un ottimo contrappunto femminile alla voce principale, con un forte richiamo alla black music nello stile e nell’interpretazione.

“30:30 Hindisght” è più di una semplice raccolta, è una vera celebrazione. Ci si trova un po’ di tutto, pezzi che ti fanno saltare e altri più lenti ma non meno coinvolgenti. Balzando immediatamente alla prima posizione della classifica australiana, il disco è il decimo della sua carriera a raggiungere la vetta, un vero e proprio record. Insomma, Jimmy Barnes è un tesoro nazionale in Australia, ma l’ascolto è caldamente consigliato a tutti, australiani, europei o americani, ma anche asiatici e africani, perché si sa che il buon rock’n’roll non ha confini.


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