Kiss Monster

3/5
Il nuovo “Monster” dei Kiss lascia in bocca l’antipatico gusto di…nulla. Nulla di nulla. Tipo quando cucinate la pasta e vi dimenticate di salare l’acqua. Solo che al disco dei Kiss manca ben più di un ingrediente. O meglio: tutti gli elementi del Kiss-sound sono presenti, solo che il lavoro risulta comunque insipido. E’ in

Il nuovo “Monster” dei Kiss lascia in bocca l’antipatico gusto di…nulla. Nulla di nulla. Tipo quando cucinate la pasta e vi dimenticate di salare l’acqua. Solo che al disco dei Kiss manca ben più di un ingrediente. O meglio: tutti gli elementi del Kiss-sound sono presenti, solo che il lavoro risulta comunque insipido. E’ in fondo un buon album di rock americano, è apprezzabile che i Nostri spingano sull’acceleratore e abbiano cercato suoni più potenti e corposi, ma non colpisce come il precedente Sonic Boom (2009), figurarsi a confronto con i loro classici.

Almeno negli anni ’80 in mezzo a dischi insipidi ci buttavano dentro un paio di singolazzi. Il problema principale qui è che il cd, pur avendo formalmente tutti i crismi del caso, si ascolta ma non lascia nulla, non rimangono le canzoni in testa. La dozzina di pezzi sono tutti rockeggianti, nessuna concessione a lenti o ballate, ci sono un paio di briciole lasciate cantare a Thayer e Singer come contentini e per il resto è il classico alternarsi di brani cantati da Paul e da Gene. L’inizio con la doppietta “Hell Or Halleluja” (già singolo) e “Wall Of Sound” è promettente, ma il disco poi ha pochi sussulti. Guarda caso spiccano ancora una volta le tracce di Mr.Money and Charisma Gene Simmons: “Back To The Stone Age” e “The Devil Is Me” picchiano duro e fanno venire voglia di alzare il volume.
E’ il ventesimo parto dei Kiss, sarebbe stato lecito aspettarsi molto di più, ma in fondo per la loro età e per il loro status è un traguardo eccezionale. E se poi è garanzia di tour in arrivo, tanto meglio.

Marco Brambilla


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