[Kraut Rock/Psichedelia] Lush Rimbaud – The Sound Of The Vanishing Era (2010)

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www.myspace.com/lushrimbaudwww.lushrimbaud.com Con “The Sound Of The Vanishing Era”, il loro secondo disco, i Lush Rimbaud si dimostrano cresciuti rispetto alle atmosfere nu-rave della loro prova d’esordio. Ci regalano otto pezzi rumorosi come un’acciaieria e rarefatti come l’atmosfera nello spazio, in un continuo rimbalzo fra il post-punk di richiamo Fugazi e il Kraut-Rock. Bella è innanzitutto


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Con “The Sound Of The Vanishing Era”, il loro secondo disco, i Lush Rimbaud si dimostrano cresciuti rispetto alle atmosfere nu-rave della loro prova d’esordio. Ci regalano otto pezzi rumorosi come un’acciaieria e rarefatti come l’atmosfera nello spazio, in un continuo rimbalzo fra il post-punk di richiamo Fugazi e il Kraut-Rock.

Bella è innanzitutto la tensione che questo gruppo riesce a creare, una tensione figlia del miglior post-punk, come già detto, oltre che dei più vicini Julie’s Haircut o dei mai abbastanza ricordati El Guapo. Belli sono anche i momenti in cui tutto il clangore delle chitarre e delle ritmiche si spegne per raffreddarsi nel ghiaccio dei sintetizzatori e delle voci atone al limite del robotico. In “Sounds Of The Vanishing Era”, ad esempio, o in “The Chameleon”, che non per niente sono poste all’inizio e alla fine dell’album col compito di contenere la debordante energia di pezzi quali “2009 Crusade” o “They Make Money We Make Noise”.

Bella anche “God Trip”, che assolve meglio di tutte le altre tracce il compito di dimostrare che i Lush Rimbaud hanno anche voglia di far ballare, oltre ad essere parecchio interessati a farci perdere nel loro mondo vorticoso e introspettivo.

Francesca Stella Riva

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