Lapingra – Salamastra

Lapingra Salamastra Recensione /5
Dal 2007 Angela Tomassone e Paolo Testa portano avanti un’idea di musica sublimata qui nella prima uscita ufficiale sulla lunga distanza. Giocattoli e giocattolini accanto a strumenti più elaborati per armeggiare con cura e fondere elettronica, pop e lo-fi. Hanno un sacco pieno di tubetti di colore per dipingere cieli e mari incantati, tasche piene

Dal 2007 Angela Tomassone e Paolo Testa portano avanti un’idea di musica sublimata qui nella prima uscita ufficiale sulla lunga distanza. Giocattoli e giocattolini accanto a strumenti più elaborati per armeggiare con cura e fondere elettronica, pop e lo-fi.

Hanno un sacco pieno di tubetti di colore per dipingere cieli e mari incantati, tasche piene di fantasia e dimensioni parallele oniriche, voglia di essere incantati e di incantare l’ascoltatore, di essere marinai alla scoperta di tesori e insenature da lasciare a bocca aperta. Il nome del disco, “Salamastra“, è poi una creatura (sotto)marina protagonista del loro sogno musicale lungo le dodici tracce. Costruiscono con un bel suono tondo e studiato, dolci nenie e musichine piacevoli. Anche se molti momenti sono un deja vu di altre lande già visitate.

Luca Freddi

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