Lorenzo Tucci & Luca Mannutza Lunar

Tucci Mannutza Lunar 3.5/5
Lo so da me e vi fermo subito prima che iniziate ad alzare gli occhi al cielo: la figura retorica del “viaggio” utilizzato come metafora per descrivere una sequenza di brani musicali è uno strumento letterario un po’ abusato. E me ne scuso. Ma in questo caso i nostri due eroi si avventurano in una vera

Lo so da me e vi fermo subito prima che iniziate ad alzare gli occhi al cielo: la figura retorica del “viaggio” utilizzato come metafora per descrivere una sequenza di brani musicali è uno strumento letterario un po’ abusato. E me ne scuso. Ma in questo caso i nostri due eroi si avventurano in una vera e propria esplorazione; già una formazione batteria/tastiere, infatti, è di per sé, un’anomalia che rende il progetto soggetto a rischi.

Ma il mestiere dei due musicisti si fa sentire, la loro capacità di interplay, di ascolto e di improvvisazione a partire da un’idea ben precisa. Lo sviluppo di questi spunti non delude mai, anche se il tutto resta un po’ cerebrale, un linguaggio certamente per iniziati, esoterico, se vogliamo.

Sicuramente una sfida non priva di ambizioni, ed in parte vinta, in parte rinviata ad altra data. Certamente il miglior fruitore di questi materiali è il musicista/musicofilo che cerca, trovandolo, uno stimolo sonoro nuovo.

Molti i momenti intensi, belli soprattutto quando i due artisti si rilassano un po’, si lasciano trasportare dalla corrente suonando più visceralmente. Certamente un tipo di performance che dal vivo renderebbe di più dando, all’ascoltatore, una maggior impressione di ‘composizione in tempo reale’ (secondo la definizione di “improvvisazione” di Stockhausen, se non ricordo male).

Sempre apprezzabile, comunque, lo sforzo di chi si mette in gioco. Io, perlomeno, la penso così.

Marco Lorenzo Faustini


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