Los Campesinos Hello Sadness

Los Campesinos Hello Sadness Recensione /5
Ora è sicuro: la disillusione e il conseguente disimpegno hanno colpito anche i “Contadini” del Galles. D’altro canto il titolo dell’ultimo album dei Los Campesinos!, “Hello Sadness”, lancia un messaggio che resta chiaro già al primo impatto. Resta difficile comprendere se il disimpegno che accompagna anche le note di ogni brano, la sottile differenza di

Ora è sicuro: la disillusione e il conseguente disimpegno hanno colpito anche i “Contadini” del Galles. D’altro canto il titolo dell’ultimo album dei Los Campesinos!, “Hello Sadness”, lancia un messaggio che resta chiaro già al primo impatto. Resta difficile comprendere se il disimpegno che accompagna anche le note di ogni brano, la sottile differenza di bit che scorre dalla prima all’ultima canzone siano pensati ad arte per rappresentare questo pensiero. Se così fosse saremmo davanti a dei geni. Se così fosse…allora aspetteremo il prossimo album per scoprirlo.

L’opera, per chi non l’avesse ancora capito, è quantomai unitaria. Scorrendo l’album non si rischia mai di pensare “chi sono questi altri?”. Tre, due, uno…”By Your Hand”, il singolo. Il pezzo è forte, tira e lancia senza equivoco il suo messaggio. Subito oltre un po’ di sana presa in giro per le solite canzoni sulle proprie ragazze (Songs About Your Girlfriend), idea che ricordo già lanciata dai QOTSA con “Another Love Song”. “Hello Sadness” (la terza traccia) non è altro che la rappresentazione sintetica dell’intero album. Il ritmo, e non lo stile, vengono spezzati solamente da “Hate For The Island” e “To Tundra”. Quando si arriva all’ultima canzone si comprende tutto: il tragitto percorso parte dalla disillusione e si spegne nella tristezza.

Certo è che la fantasia, l’innovazione e l’elasticità non devono essere cercati in questo album, così come non vi devono essere visti i The Cure. Questo è indie pop puro, di quello che negli ultimi anni va a gonfie vele, ed è per questo che non si fa fatica ad immaginare che “Hello Sadness” avrà un ottimo successo in quanto vero simbolo del genere.

Los Campesinos! Facili da ascoltare, possibili da capire, fanno compagnia anche nella loro idea di tristezza: “Hello Sadness”.

Stefano Tirabasso

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