Luminance Ratio Reverie

Luminance Ratio Reverie 4/5
I Luminance Ratio mi hanno aiutato ad essere leggero sulle superfici più delicate per accarezzare il silenzio della casa-isola nello spazio circostante, a rendere trasparenti i vetri per vedere le nuvole raggomitolarsi sopra di me, a poter camminare a piedi nudi sulle piastrelle del pavimento per sentire il freddo, poi il caldo, poi ancora il freddo mentre la luce moriva all’esterno.

Va bene. E’ inutile girarci intorno. Fare le pulizie di casa non è piacevole. A meno di non farsi di funghetti allucinogeni per svolgere le mansioni e farsi trasportare dagli effetti. Anche se c’è il rischio di mettere in lavatrice il vostro gatto o dipingere di verde tutti i vetri delle finestre dell’appartamento. I Luminance Ratio di Gianmaria Aprile, Luca Sigurtà, Luca Mauri e Andrea Ics Ferraris mi hanno aiutato ad essere leggero sulle superfici più delicate per accarezzare il silenzio della casa-isola nello spazio circostante, a rendere trasparenti i vetri per vedere le nuvole raggomitolarsi sopra di me, a poter camminare a piedi nudi sulle piastrelle del pavimento per sentire il freddo, poi il caldo, poi ancora il freddo mentre la luce moriva all’esterno.

Elettroacustica, field recordings, loop, ambient, elettronica, qualche nota di chitarra, i fiati in lontananza, feedback & delay per paesaggi, paesaggi interni, paesaggi su cui concentrarsi per fuggire, paesaggi in cui abbandonarsi per restare immobili. A casa vostra, in un disco, in sette brani. A casa vostra che diventa un non luogo onirico imbiancato di quiete. Non è un messaggio promozionale di un nuovo ritrovato miracoloso pulente. Solo un nuovo disco dalle sensazioni perfette, calibrate, commoventi. Un bel passo in avanti rispetto al loro esordio del 2007 “Like Little Garrisons Besieged” .

Da usare in casa. Ma da tenere lontano da persone con la mania dell’air guitar e della cassa in quarti mentre fa la polvere e passa la scopa elettrica.

Luca Freddi


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