M Ward A Wasteland Companion

M Ward A Wasteland Companion Recensione 3.5/5
Un fortunato side project per la co-star del duo folk She & Him (oltre a lui, l’ormai celebre Zooey Deschanel a farne parte), che veste ottimamente anche i panni del solista in quello che è il suo settimo album di studio, dato alle stampe col nome di “A Wasteland Companion“, sotto il nome autobiografico di

Un fortunato side project per la co-star del duo folk She & Him (oltre a lui, l’ormai celebre Zooey Deschanel a farne parte), che veste ottimamente anche i panni del solista in quello che è il suo settimo album di studio, dato alle stampe col nome di “A Wasteland Companion“, sotto il nome autobiografico di M. Ward.

Nelle dodici tracce che compongono il disco vengono ripresi gli stilemi folk e country tipici del cantautore dell’Oregon, che passa da ballate alla Springsteen come “Primitive Girl” (primo singolo estratto dall’album) – che non rifiutano certo l’accompagnamento di tastiere per creare riff seducenti ed estremamente orecchiabili – per giungere alle soglie del weird folk di “The First Time I Ran Away“, dal sapore decisamente Fleet Foxes-iano. Matthew Ward non rinuncia però alle collaborazioni, e così troviamo anche qui a spalleggiarlo gente come Steve Shelley (batterista dei Sonic Youth) alle percussioni – nel pezzo appena citato; e l’inseparabile compagna Zooey Deschanel, che fa capolino con la sua voce in “Sweetheart“, cover dell’omonimo brano di Daniel Johnston (quello di “True Love Will Find You in the End“, per capirci).

Tramite la scelta di singoli assolutamente azzeccati e collaborazioni di gran pregio, Ward va così a tessere le fila di un album estremamente riuscito, capace di coinvolgere anche nelle battute finali con la Bob Dylan-iana “Crawl After You“, sentimentale e intimista, come pure la traccia che chiude l’intero disco – “Pure Joy“. Difficile trovare un titolo migliore per congedarci da un lavoro del genere.

Andrea Suverato


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