Marta Sui Tubi – Carne Con Gli Occhi

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I Marta Sui Tubi, nati come due acustico, di album in album, hanno complicato le proprie trame sonore aggiungendo prima una batteria, poi un pianoforte e ora un violoncello. Suonano una versione personalissima di rock dove la forma canzone viene deformata, resa instabile ed ipercinetica per sorreggere linee vocali istrioniche e teatrali sempre in bilico

I Marta Sui Tubi, nati come due acustico, di album in album, hanno complicato le proprie trame sonore aggiungendo prima una batteria, poi un pianoforte e ora un violoncello. Suonano una versione personalissima di rock dove la forma canzone viene deformata, resa instabile ed ipercinetica per sorreggere linee vocali istrioniche e teatrali sempre in bilico fra pura poesia e rigurgiti viscerali.

Carne Con Gli Occhi” parte là dove “Sushi E Coca” ci aveva lasciati, mette da parte un po’ della poesia e della delicatezza che tanto ci avevano fatto amare quel disco e si ammanta di un suono rimbombante, vivo, a tratti scassone. Quasi a voler descrivere in note il dileggio all’imbarbarimento quotidiano dei costumi ad opera dei troppi pezzi di carne con gli occhi che ci circondano.

Alla fine della fiera di novità, rispetto al passato, non ce ne sono comunque molte, quindi se non vi piacevano prima c’è poco da fare. La formula di base è sempre la stessa, anche perché in un contesto già di per sé molto particolare e caratteristico è sempre difficile aggiungere elementi di novità tali da rompere col passato mantenendo contemporaneamente alto l’elemento innovativo. In questo senso, le distorsioni di “Muratury” (fra i brani capolavoro del disco) sono un evidente elemento di novità seppur non sostanziale.

Insomma, “Carne Con Gli Occhi” è meglio o peggio del lavoro precedente? Decidete voi, noi salomonicamente pensiamo sia qualitativamente isomorfo.
Quindi bellissimo.

Stefano Di Noi

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