Meat Loaf Hell In A Handbasket
Recensito da Redazione Outune il
21 feb 2012

Se il duetto con l’amica Patti Russo sulla bella Our Love And Our Souls non stupisce più di tanto, farà probabilmente discutere quello con un’altra leggenda, Chuck D dei Public Enemy, il cui interludio su Mad Mad World/The Good God Is A Woman And She Don’t Like Ugly farà gioire gli amanti del crossover ma, allo stesso tempo, storcere più di un naso. A livello musicale il disco si muove più o meno sugli stessi lidi del suo predecessore, con qualche follia in meno e una novità di rilievo: più di un brano mostra un invaghimento di Meat Loaf e dei suoi collaboratori verso sonorità tipicamente southern, cosa mai successa in precedenza nella carriera del rocker. L’apice dell’album resta però l’intensa Another Day, che tocca con estrema sensibilità il tema della depressione, puntando sul tema della speranza e non su quello della demagogia o delle facili strofe ad effetto.
Luca Garrò
Voto: / 5








