Mum Smilewound

Mum Smilewound 3.5/5
Dopo quattro anni di silenzio tornano i Mum. Ormai veterani della scena islandese, attivi da ben quindici anni, danno alle stampe per la Morr Music il loro sesto lavoro. La band nordica e l’etichetta tedesca hanno visto scorrere la propria storia in maniera quasi parallela. Entrambi protagonisti per qualche stagione una dozzina di anni fa,

Dopo quattro anni di silenzio tornano i Mum. Ormai veterani della scena islandese, attivi da ben quindici anni, danno alle stampe per la Morr Music il loro sesto lavoro. La band nordica e l’etichetta tedesca hanno visto scorrere la propria storia in maniera quasi parallela. Entrambi protagonisti per qualche stagione una dozzina di anni fa, hanno portato un refolo di novità riuscendo a dosare nelle proprie cucine pop ed elettronica gentile: l’indietronica. Quella stagione è finita ed entrambi hanno proseguito senza più far parlare di sé per la qualità e peculiarità della produzioni/uscite. Per il disco “Smilewound” si incontrano per la prima volta. La musica degli otto brani è quasi una naturale tappa nel percorso musicale dagli inizi prima descritti passati attraverso gli ultimi anni: melodie smussate, quadratura di certe sonorità dreamy, elettronica più asettica (e meno emozionale).

I Mum da anni hanno dato l’addio ai paesaggi sognanti e fiabeschi sospesi che li hanno fatti conoscere. Già con “Go Go Smear The Poison Ivy” (2007) e, soprattutto, “Sing Alongs To Songs You Don’t Know” (2009), con la dipartita delle due fondamentali figure femminili, le gemelle Valtýsdóttir, si mostravano più solari e folk senza quelle emozioni tipiche delle loro prime amabili produzioni. Il 2013 li fotografa più pop dopo un grande lavoro di sottrazione sonora e alla ricerca della melodia perfetta, che a volte centrano. Nel disco troviamo sintetizzatori, beat elettronici e drum machine, Kylie Minogue ospite in un brano e la notizia del ritorno di Gyða, una delle due gemelle, dopo quasi 10 anni.

Luca Freddi


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