Musica Da Cucina Musica Da Cucina

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La musica da cameretta ha trovato un nuovo sbocco, non il balcone o il terrazzo, ma la cucina. Ma questo si sapeva. Fabio Bonelli dopo l’esperienza con i Milaus, si era buttato anima e fornelli nel suo progetto solista Musica Da Cucina. Se già qualcuno non lo aveva conosciuto con la sua band, in molti

La musica da cameretta ha trovato un nuovo sbocco, non il balcone o il terrazzo, ma la cucina. Ma questo si sapeva. Fabio Bonelli dopo l’esperienza con i Milaus, si era buttato anima e fornelli nel suo progetto solista Musica Da Cucina. Se già qualcuno non lo aveva conosciuto con la sua band, in molti lo hanno conosciuto con il disco omonimo uscito 4 anni fa, che ha venduto un sacco, è stato ristampato, è introvabile ormai e lo ha portato a suonare dovunque, come i Fugazi. Case, cucine, spazi, festival, seminari, incontri, teatri, locali. Un progetto molto personale e particolare che ha mietuto, giustamente, entusiasmi a destra e a manca.

Forse dopo il bell’esordio ci si aspettava qualcosa di più dal punto di vista dell’uso degli strumenti da cucina, oppure una costruzione più complessa dei brani. Nel suo secondo disco, troviamo dodici brani condotti ancora dalla chitarra con cui si amalgamano micro suoni concreti ottenuti da carta stagnola, padelle, cucchiaini, imbuti, piattini, bicchieri, bottiglie, mestoli e cucchiai. Lungo il disco si sente molto il sound Pavement-oriented, arpeggiato per non disturbare il vicino rompicoglioni o le emotività indie-folk di Smog e soci chiuse dentro una bottiglia lasciata dentro l’armadio. Alcuni pezzi forse appaiono troppo irrisolti, quasi come bozzetti. Certo quanto detto rimane a zero visto che una cosa resta sicura: Musica Da Cucina dimostra in molti brani di avere ancora la forza di emozionare come nell’esordio, di riuscire bene nelle piccole cose, come i piatti semplici fatti dalle nonne. Di avere il tocco giusto. Anche nel sale nell’acqua della pasta, senza assaggiare.

Luca Freddi

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