Poison – Double Dose: Ultimate Hits

Poison Double Dose Ultimate Hits /5
Inutile stare a filosofeggiare sui Poison. Appena li nomini la sala si spacca in due: chi urla ‘death to false music!’ e chi corre a infilarsi gli spandex. Bret Michaels persona più insopportabile, parruccata e falsa del pianeta? Sicuro. Hanno rubato il look ai poveri Hanoi Rocks? Può essere. Tecnicamente miseri? Sì, e allora? Il

Inutile stare a filosofeggiare sui Poison. Appena li nomini la sala si spacca in due: chi urla ‘death to false music!’ e chi corre a infilarsi gli spandex. Bret Michaels persona più insopportabile, parruccata e falsa del pianeta? Sicuro. Hanno rubato il look ai poveri Hanoi Rocks? Può essere. Tecnicamente miseri? Sì, e allora?

Il concentrato del loro messaggio sta tutto nell’opener di questo nuovo, doppio greatest hits: “Nothing But A Good Time”. “Sabato sera ho voglia di farmi la mia ragazza”. Altre domande? Quindi rilassatevi, cantante, fate air guitar, sognate di tope californiane cotonate e così via. Questa ennesima raccoltona si dilunga generosamente (pure troppo) per coprire la carriera trentennale della hair band più famigerata di sempre. Singolazzi che andavano forte quando le tv riuscivano ancora a trasmettere fuxia+giallo+verde fosforescente in un’orgia di saturazione, le ballatone (sì, non hanno fatto solo “Every Rose Has Its Thorn“), le cover e pure qualche loro divagazione su blues, country, soul e quant’altro.

Un pezzo di storia musicale americana, sicuramente indigesto a molti da questa parte dell’oceano, che contro ogni previsione si è rivelato duro a morire.

Marco Brambilla

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