[Pop] Dredg – The Pariah, The Parrot, The Delusion

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[Pop] Dredg – The Pariah, The Parrot, The Delusion (2009) Pariah – Drunk Slide – Ireland – Stamp of Origin: Pessimistic – Lightswitch – Gathering Pebbles -Information – Stamp of Origin: Ocean Meets Bay – Saviour – R U O K ? – I Don’t Know – Mourning This Morning – Stamp of Origin: Take

[Pop] Dredg – The Pariah, The Parrot, The Delusion (2009)

Pariah – Drunk Slide – Ireland – Stamp of Origin: Pessimistic – Lightswitch – Gathering Pebbles -Information – Stamp of Origin: Ocean Meets Bay – Saviour – R U O K ? – I Don’t Know – Mourning This Morning – Stamp of Origin: Take a Look Around – Long Days and Vague Clues – Cartoon Showroom – Quotes – Down to the Cellar – Stamp of Origin: Horizon

http://www.dredg.com
http://www.ilgpress.com

Questo album non è per nulla facile da affrontare. I Dredg ci avevano fin qui viziato con una crescita costante di album in album, e l’unica cosa sicura è che non hanno proseguito su quel cammino.
Se questo è evidente non è invece chiaro quali siano i motivi per cui questo quarto album convinca meno. Le caratteristiche principali del loro suono ci sono tutte: melodie azzeccate e non banali, aperture strumentali ariose, musica che si dipana con classe senza mai tentare di imporsi.

Però dopo che in “Catch Without Arms” avevano sfoggiato i loro pezzi più pop e orecchiabili era lecito attendersi un ulteriore passo in quella direzione, invece hanno cercato di tornare alle origini dilatando i tempi e le soluzioni, tentando di amalgamare diverse influenze, col risultato di produrre un album un po’ sfilacciato in cui l’ascoltatore rischia di perdersi.
L’unico momento che in qualche modo risulta innovativo rispetto a quanto fatto finora è la strumentale “Long Days And Vague Clues”, che però resta un po’ un pesce fuor d’acqua con il suo incedere pressante da colonna sonora di film giallo. Anche perché è poi contrappuntata da “Cartoon Showroom” che è invece un brano asciugato intorno alla linea vocale, dolce e intimista, uno dei meglio riusciti del disco.

Poi capiamoci, la classe rimane tanta e il disco è da avere per tutti, sia i fan storici che chi non li conosca ancora – ma date le premesse era lecito aspettarsi di meglio.

Samuele Rudelli

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