[Pop] Madness – The Liberty Of Norton Folgate

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  [Pop] Madness – The Liberty Of Norton Folgate (2009)  Ouverture  – We are London – Sugar and spice – Forever young – Dust devil – Rainbows – That close – MK II – On the town – Bingo – Idiot child – Africa – NW5 – Clerkenwell polka – The liberty of Norton Folgate

 

[Pop] Madness – The Liberty Of Norton Folgate (2009) 

Ouverture  – We are London – Sugar and spice – Forever young – Dust devil – Rainbows – That close – MK II – On the town – Bingo – Idiot child – Africa – NW5 – Clerkenwell polka – The liberty of Norton Folgate

http://www.madness.co.uk
http://www.naive.fr/#/home

Guarda un po’ chi si rivede. I Madness hanno incarnato la seconda ondata ska (2Tone), sbarcata in Gran Bretagna a cavallo degli anni 80, spalla a spalla con il punk. Con loro ricordiamo Specials, Selecter e Bad Manners. Il loro primo disco, targato 1979, fu una bomba (“One step beyond”), e poi calarono via via come qualità. Sono usciti di scena dal 1986 al 1992. Non che poi il loro ritorno fosse stato degno di nota. A conti fatti il nuovo disco esce dieci anni dopo l’ultimo lavoro, “Wonderful” del 1999.
Gli avremmo potuti perdonare per essere ritornati sulle scene giusto in tempo per festeggiare 30 anni di carriera. E invece è successo qualcosa di più.

I nostri ci regalano un piccolo grande disco che non ti saresti proprio aspettato. Kinks e Housemartins a braccetto che giocano con il soul, il r’n’b, il Two Tone, il pop. Insomma lo ska è solo una piccola bandierina nel loro nuovo scacchiere che riesce a sedurre con canzoncine dal sapore 100% Brit.
Il loro suono è diventato maturo, figlio di questo tempo ma con uno sguardo languido al passato. Anzi un piede è rimasto negli anni Settanta e l’altro nel nostro secolo (“Forever young”). E tra i brani troviamo manciate di malinconia e rimpianti che giocano a impastare nuovi orizzonti musicali tanto deliziosi quanto coinvolgenti
Non da ultimo si dimostrano sempre fieri ed appassionati come al solito della loro città: Londra (“We are London”). E dedicano proprio il titolo del disco ad una vecchia zona dell’East End.

Luca Freddi

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