[Pop Punk/Rock] Paramore – Brand New …

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  [Pop Punk/Rock] Paramore – Brand New Eyes (2009)   Careful – Ignorance – Playing God – Brick by boring brick – Turn it off – The only exception – Feeling  sorry – Looking up – Where the lines overlap – Misguided ghosts – All I wanted http://www.paramore.net/http://www.fueledbyramen.com/http://www.warnermusic.it/   I Paramore, nel giro di un

 
[Pop Punk/Rock] Paramore – Brand New Eyes (2009)
 
Careful – Ignorance – Playing God – Brick by boring brick – Turn it off – The only exception – Feeling  sorry – Looking up – Where the lines overlap – Misguided ghosts – All I wanted

http://www.paramore.net/
http://www.fueledbyramen.com/
http://www.warnermusic.it/

 
I Paramore, nel giro di un anno, si sono trovati dalle stelle alle stalle, per poi ritornare alle stelle: in ordine cronologico, un successo a livello internazionale con il disco “Riot” (trascinato dal singolone “Misery business”, gettonatissimo e tra le canzoni più riuscite degli ultimi anni) con annessa nomination ai Grammy Awards; una crisi interna che costrinse la band a cancellare parte del tour estivo europeo, tra  cui il veneziano Heineken Jammin Festival; il ritorno in auge con “Decode”, singolo di lancio della  fortunata trasposizione cinematografica del romanzo “Twilight”.
 
Questa successione di fatti ha portato ad un cambiamento anche a livello di sound rispetto ai precedenti  “All we know is falling” e “Riot”: un approccio più “oscuro” e maturo a livello compositivo è la prima  cosa che si può sentire nelle 11 tracce che fanno parte di “brand new eyes”. Questa maggiore cura a  livello globale è dovuta anche al contributo di Rob Cavallo (storico produttore dei Green Day, che ha  collaborato anche con Shinedown, Avril Lavigne e My Chemical Romance) sin dalla fase di pre-produzione:  una cosa definita “stressante” dalla band ma che, a conti fatti, ha portato i risultati sperati. Tutto il  disco, infatti, si mantiene su livelli di valore, e una spanna sopra rispetto alla media dei gruppi pop  punk attuali. Escludendo il coretto imbarazzante di “Brick by boring brick” (probabile secondo singolo), i  Paramore riescono ad adattarsi alla perfezione nei vari contesti, dal melodico al più tirato,  confezionando un album più che buono.

Al traguardo della terza release, possiamo anche parlare già di quello che è il pregio ma anche il grosso  difetto dei Nostri: il fatto che ormai si possa già parlare di linee melodiche “Made in Paramore”. Mentre  arrivare al terzo disco con un sound riconoscibile è un punto a favore non da poco, questo può risultare  ai più pesante, e la trappola dell’autoplagio è sempre dietro l’angolo: limitandoci ai primi due pezzi,  “Careful” sembra una versione meno tirata e più arrangiata di “Misery business”, mentre nel riuscito  singolo “Ignorance” ad un certo punto sembra di ascoltare il ritornello di “Fences”.

A conti fatti, chi esce vincitrice da questa release è la frontwoman Hayley Williams: rispetto al primo  disco, il suo talento vocale è migliorato notevolmente, al punto che il suo ruolo nei Paramore è pressoché  fondamentale. Buono anche il contributo del resto della band, che può trovare in Taylor York un ottimo  aiuto: pochi fronzoli e tanta efficacia. Dei quattro, quello che sembra migliorato maggiormente è il  giovane drummer Zac Farro, autore di alcuni passaggi notevoli.

Una band giovane capace di sfornare un secondo disco di livello più che buono nel giro di un anno e mezzo.  Con “brand new eyes”, i Paramore mettono una seria ipoteca nel ruolo di act di riferimento del movimento  pop punk attuale, status che probabilmente otterranno dopo il recente tour con i No Doubt e con le date di  supporto che partiranno negli USA a fine settembre: un ottimo traguardo per chi ha iniziato a farsi  sentire solamente dal 2005! Li aspettiamo però al varco del prossimo disco, nel quale dovranno dimostrare  di non essere solo una band per teenager ma bensì un gruppo adatto anche ad un pubblico adulto: ne è in  gioco la loro credibilità nel lungo periodo.

Nicola Lucchetta

 

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